Parkinson e Interventi Assistiti con gli Animali: cosa dice la ricerca

Il Parkinson è una malattia complessa e multidimensionale che impatta sulla vita quotidiana di pazienti e familiari. Oltre agli aspetti motori, più evidenti, spesso si accompagna anche a vissuti emotivi difficili come ansia e depressione. A loro volta questi fattori possono influire negativamente sulla qualità della vita, sul benessere percepito e sull’alleanza terapeutica.

Ultimamente, si stanno affiancando alle terapie tradizionali farmacologiche e psicoterapiche le terapie complementari, volte a incrementare il benessere del paziente. Diverse sono le tipologie di trattamento, e tra quelli più frequentemente proposti vi sono gli Interventi Assistiti con gli Animali (IAA). Questi comprendono un insieme di attività strutturate che prevedono il coinvolgimento di animali appositamente formati, all’interno di progetti con finalità educative, riabilitative, terapeutiche o di supporto al benessere psicologico e relazionale della persona. Gli IAA includono diverse tipologie di intervento, tra cui le Attività Assistite con gli Animali (AAA), più orientate alla socializzazione e al benessere, e le Terapie Assistite con gli Animali (TAA/AAT), che prevedono obiettivi terapeutici specifici e il coinvolgimento di professionisti sanitari specializzati.

Gli animali possono essere di diversa specie, ma i più frequenti sono cani e cavalli (se le interessa l’argomento legga anche Parkinson e pet therapy: il ruolo degli animali nel benessere emotivo).

Attualmente, molti ospedali anche sul territorio italiano li promuovono nel trattamento di diverse patologie tra cui anche il Parkinson.

La revisione della letteratura di Mittly e colleghi (2023) confronta i benefici di diverse tipologie di IAA in differenti patologie neurologiche tra cui anche la malattia di Parkinson. Negli studi inclusi nella revisione, gli IAA vengono utilizzati come terapia complementare alla riabilitazione, strumento motivazionale, di supporto psicologico ed emotivo, e come attività per migliorare movimento e qualità della vita. Le tipologie di trattamenti maggiormente studiati sono gli interventi assistiti con il cavallo e con il cane.

Dalla letteratura emerge che gli interventi con i cavalli sembrano avere un maggiore impatto da un punto di vista fisico-motorio (ma non solo). Per esempio, dalla revisione emerge che con questa tipologia di intervento si possono osservare miglioramenti nelle abilità motorie e nel cammino. Da un punto di vista emotivo, ci possono essere dei miglioramenti nei livelli di apatia, ansia e depressione. In alcuni degli studi, condotti sulle diverse patologie neurologiche considerate nella revisione, si osserva anche un miglioramento del supporto sociale e della comunicazione.

Proprio per il modo in cui vengono strutturate le attività, invece, gli interventi con i cani sono stati associati ad un maggiore impatto sul benessere mentale e sociale.

Gli autori riscontrano che gli effetti psicologici sembrano comparire più rapidamente di quelli fisici e che l’animale può facilitare il miglioramento emotivo nel breve tempo, favorendo un umore positivo, la motivazione, il coinvolgimento nella riabilitazione e la relazione terapeutica.

Purtroppo questi interventi sono ancora poco studiati, gli studi considerati hanno campioni molto piccoli, e i protocolli utilizzati sono eterogenei, quindi i risultati ottenuti possono essere interpretati come una buona base di partenza da approfondire con ulteriori studi futuri. Inoltre, la revisione considera differenti patologie neurologiche e non soltanto la malattia di Parkinson. Poiché si tratta di un ambito di ricerca ancora relativamente recente, sarebbero utili ulteriori studi specifici su questa patologia.

FONTI: Mittly, V., Farkas-Kirov, C., Zana, Á., Szabó, K., Ónodi-Szabó, V., & Purebl, G. (2023). The effect of animal-assisted interventions on the course of neurological diseases: a systematic review. Systematic reviews, 12(1), 224.

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