Ti è mai capitato di emozionarti davanti ad un cielo stellato, ad un paesaggio o ad un’opera d’arte? Se si, allora è possibile che tu abbia fatto esperienza della awe.
Questa parola inglese potrebbe essere tradotta con stupore o meraviglia, ed è un’emozione che possiamo provare davanti a qualcosa che percepiamo come immensamente grande, straordinario o capace di cambiare il nostro modo abituale di vedere il mondo. Diverse cose possono far scaturire in noi questa emozione tra le quali natura, spiritualità, musica e altro. Questa emozione è diversa da gioia, interesse o percezione della bellezza. Perché ci interessa proprio questa emozione? Gli scienziati Monroy e Keltner ipotizzano, sulla base di altri studi, che potrebbe favorire salute e benessere mentale. Gli autori propongono cinque possibili meccanismi attraverso cui la meraviglia potrebbe influenzare il nostro benessere. La prima ipotesi è che la awe si associa a diversi cambiamenti neurofisiologici, come modificazioni di alcuni sistemi coinvolti nella regolazione dello stress, dell’infiammazione e delle emozioni. Gli autori ipotizzano che questi cambiamenti possano contribuire al benessere psicologico e fisico. La seconda ipotesi è che davanti a queste esperienze le persone riducono il focus su sé stesse, quindi davanti a qualcosa di bello e grandioso i nostri problemi diventano per un momento meno centrali. La terza ipotesi è che questa emozione si associa a maggiore disponibilità ad aiutare gli altri, maggiore cooperazione, generosità ed altruismo. Questo perché probabilmente aiuta a spostare il focus dell’attenzione da sé stessi agli altri. La quarta ipotesi è che favorisca la connessione sociale. Le persone che sperimentano awe si sentono parte di qualcosa di più grande, si sentono maggiormente connesse alle altre persone. Ci sono studi che dimostrano come il sentirsi connessi e parte di qualcosa sia un fattore che favorisce benessere e salute. L’ultima ipotesi è che questa emozione porti le persone a riflettere maggiormente sul significato della propria vita e dei propri valori. Gli autori ipotizzano che questo processo di ricerca possa favorire crescita personale e benessere psicologico.
Gli autori distinguono tra una forma di meraviglia associata ad esperienze positive ed una basata sulla paura (threat-based awe). Quest’ultima è quella che si può provare davanti ad eventi estremi, come alluvioni o terremoti, che quindi stupiscono, meravigliano, ma allo stesso tempo spaventano. Questa potrebbe addirittura associarsi ad effetti negativi sul benessere.
Gli autori concludono che la awe potrebbe rappresentare uno ei meccanismi attraverso cui natura, arte e musica contribuiscono al benessere mentale e fisico. È importante specificare che molti studi sono ancora preliminari, e che ulteriori ricerche sono necessarie per comprendere e verificare tutte le connessioni precedentemente proposte.
FONTI: Monroy, M., & Keltner, D. (2023). Awe as a pathway to mental and physical health. Perspectives on psychological science, 18(2), 309-320.


