Parkinson e stile di vita: attività fisica, alimentazione e gestione dello stress possono fare la differenza

La malattia di Parkinson è molto complessa ed eterogenea: può variare molto da persona a persona, sia per la presentazione dei sintomi sia per l’età di esordio. Per questo è di fondamentale importanza avere un approccio di trattamento olistico.

Negli ultimi anni, alcuni studi hanno mostrato che intervenire sullo stile di vita può avere un impatto positivo sulla riduzione della disabilità e sul miglioramento della qualità della vita. In altre parole, uno stile di vita sano potrebbe contribuire a migliorare il benessere delle persone e, potenzialmente, influire anche sull’andamento della malattia.

Lo studio di Trinh e colleghi (2026) analizza diversi studi scientifici sugli effetti di attività fisica, alimentazione e gestione dello stress nella malattia di Parkinson. Gli autori discutono anche i possibili effetti della combinazione di più interventi.

L’attività fisica sembra essere il tipo di intervento con evidenze più solide. Sembra che l’esercizio aerobico moderato o intenso stabilizzi i sintomi motori per almeno sei mesi. L’esercizio aerobico ad alta intensità sembra migliorare la velocità e la qualità del cammino, oltre che la qualità della vita. Camminare a passo sostenuto 3 volte a settimana sembra migliorare i sintomi motori, la mobilità e l’equilibrio. Infine, la danza risulta particolarmente efficace (per i benefici della danza nel Parkinson leggi anche I benefici della danza sul benessere mentale nella malattia di Parkinson).

Secondo questi studi, già con basse dosi di attività fisica si comincerebbero ad avvertire i primi effetti positivi, mentre il beneficio ottimale si otterrebbe con circa 1300 MET-minuti a settimana. L’allenamento con i pesi aiuta a migliorare, tra le altre cose, la forza muscolare, la mobilità, l’equilibrio e il freezing della marcia. In particolare, si rivela particolarmente efficace in combinazione con l’aerobica. Gli allenamenti ad alta intensità prevedono in breve tempo esercizi molto intensi alternati a fasi di recupero. Questo tipo di attività riuscirebbe a migliorare forza muscolare e capacità aerobica.

Infine, quegli sport come arrampicata, danza, Tai Chi o boxe che prevedono attività di gruppo hanno anche il vantaggio di essere più accessibili, meno costose, e socialmente coinvolgenti.

Negli ultimi tempi, possiamo osservare che anche le nuove tecnologie hanno il loro ruolo nella promozione di uno stile di vita sano. Interventi erogati tramite telemedicina, realtà virtuale e app aiutano ad aumentare l’aderenza all’attività fisica.

L’attività fisica non ha solo effetto sulla sintomatologia motoria, ma può contribuire anche al miglioramento di stanchezza, umore, ansia e qualità del sonno (se ti interessa l’argomento leggi anche Parkinson e attività fisica: cosa aiuta a restare attivi).

Anche un’alimentazione adeguata influisce sul benessere dei pazienti. Per esempio, alcuni studi suggeriscono che la dieta mediterranea possa aiutare a migliorare le funzioni cognitive, e ridurre la stitichezza. Tuttavia, gli effetti sui sintomi motori non sono ancora chiari. Un rischio importante nel Parkinson è la malnutrizione: siccome le proteine possono interferire con l’assorbimento di levodopa, alcuni pazienti tendono a diminuirle in maniera troppo drastica. Le proteine, tuttavia, sono fondamentali per l’organismo, quindi non possono essere completamente eliminate. Pertanto, è fondamentale seguire una dieta bilanciata e possibilmente impostata con l’aiuto di un nutrizionista esperto.

A differenza degli studi sull’attività fisica, quelli che riguardano l’alimentazione sono meno numerosi e con campioni più ridotti, pertanto c’è bisogno di maggiori dati per avere risultati più solidi.

Anche la salute mentale ha il suo peso: il 35% dei pazienti con Parkinson presenta depressione, mentre il 26% ha disturbi d’ansia. Questo tipo di problematiche peggiora alcuni aspetti della sintomatologia come tremori, discinesie e freezing della marcia. Attività come la mindfulness possono aiutare a ridurre ansia e depressione, mentre lo yoga, il Tai Chi ed il Quigong aiutano a migliorare alcuni aspetti motori (se ti interessa l’argomento leggi anche Yoga, Mindfulness e Parkinson: quali benefici?).

Per concludere, possiamo dire che alcuni pazienti, per ottenere maggiori benefici, potrebbero richiedere cambiamenti nello stile di vita su più fronti. Tuttavia, cambiare alcune abitudini radicate può essere faticoso, di conseguenza si consiglia sempre di fare delle piccole modifiche gradatamente.

FONTI: Trinh J, de Vries NM, Chan P, Dekker MCJ, Helmich RC, Bloem BR. The role of lifestyle interventions in symptom management and disease modification in Parkinson's disease. Lancet Neurol. 2026 Jan;25(1):90-102. doi: 10.1016/S1474-4422(25)00305-9. Epub 2025 Oct 15. PMID: 41109323.

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