Parlare di sessualità con il neurologo non deve fare paura

Un argomento di cui si parla ancora troppo poco in ambito neurologico è quello della sessualità. In alcune patologie neurologiche, tra cui anche il Parkinson, si possono avere delle alterazioni di questa sfera una delle quali è l’ipersessualità. Approfondiamo l’argomento.

Per ipersessualità si intende la comparsa di comportamenti legati alla sfera sessuale compulsivi, disinibiti, difficili da controllare, che creano problemi personali, familiari, lavorativi e talvolta legali. Può manifestarsi in diversi modi come marcato aumento del desiderio, ricerca di continui rapporti, uso compulsivo della pornografia, comportamenti inappropriati.

Ma perché succede? Il nostro cervello, in condizioni ottimali, riesce a bilanciare i comportamenti volti alla ricerca di gratificazione con un sistema di controllo che funge da filtro, promuovendo o bloccando i comportamenti sulla base della loro adeguatezza al contesto. In alcune patologie neurologiche questo sistema viene compromesso per diversi motivi.

In una revisione della letteratura sul tema condotta da Schincariol e colleghi (2026) è stato riscontrato che, per esempio, nel Parkinson le cause più frequenti sono legate alla terapia farmacologica, in particolare ai dopaminoagonisti (la levodopa ha un ruolo meno rilevante). Questi farmaci aumentano la stimolazione dopaminergica e in persone predisposte possono favorire comportamenti impulsivi e compulsivi. Per quanto riguarda la Stimolazione Cerebrale Profonda (DBS), gli studi riportano risultati variabili: in alcuni casi può contribuire a ridurre questi sintomi, in altri può favorirne la comparsa o l’esacerbazione, in base alla sede stimolata ed alle caratteristiche del paziente. Gli autori osservano che, sulla base della causa scatenante ci possono essere diverse soluzioni. Se l’origine è farmacologica, con una modifica della terapia da parte del neurologo si osservano spesso miglioramenti. Se questo non basta, si possono associare altri farmaci, strategie comportamentali, supporto psicologico, psicoeducazione, e sostegno al caregiver.

Gli autori sottolineano che non c’è una dimostrazione scientifica che il Parkinson sia un fattore di rischio di per sé per lo sviluppo dell’ipersessualità, ma che l’ipersessualità sia più frequentemente associata alla combinazione di diversi fattori, tra cui terapia farmacologica (specialmente i dopaminoagonisti) spesso associati a giovane età e sesso maschile.
Gli autori concludono che per avere ulteriori e più approfondite informazioni sarebbe utile condurre studi ulteriori e maggiormente standardizzati. In sintesi, l’ipersessualità non è una colpa del paziente, ma può emergere da una serie di fattori indipendenti dalla sua volontà e controllo.
Parlarne con il neurologo diventa molto importante, perché può aiutare a trovare la strategia terapeutica più adatta.

FONTI: Schincariol A, Pezzetta R, Devita M, Wan H, Yan P, Ferracuti S, Sartori G, Amorotti MF, Massara M, Parmigiani G, Scarpazza C. Hypersexuality across neurological disorders: A systematic review of aetiologies, clinical manifestations, assessment methods, and management strategies. Neurosci Biobehav Rev. 2026 Jun 22;188:106821. doi: 10.1016/j.neubiorev.2026.106821. Epub ahead of print. PMID: 42330690.

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