fbpx
Menu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo
Italian English French German Spanish

Mucuna commerciale non fornisce gli stessi livelli di levodopa dei prodotti farmaceutici

Livelli molto inferiori in 2 pazienti

Ricercatori della Università di Bologna hanno misurato i livelli di levodopa dopo assunzione di una capsula contenente 100 mg di mucuna e di preparati farmaceutici contenenti 100 mg levodopa + un inibitore delle decarbossilasi periferiche (25 mg carbidopa oppure benserazide) a distanza di 12 ore l'una dall'altra in pazienti che si autoprescrivevano dosi aggiuntive di mucuna in aggiunta alla terapia a base di levodopa prescritta dal neurologo.

Nel paziente n. 1 il livello massimo di levodopa raggiunto (picco) nel sangue dopo assunzione di mucuna era la metà (1 mg/L invece di 2 mg/L) e l'area sotto la curva concentrazione plasmatica-tempo (un parametro che misura quanto principio attivo è stato assorbito) era pari ad un quarto (33,6 rispetto a 137 mg/l/min) di quanto conseguito con il preparato farmaceutico. Anche la risposta clinica alla mucuna era inferiore sia come entità che come durata.

Nel paziente n. 2 il livello massimo nel sangue era 0,7 mg/l dopo assunzione del prodotto farmaceutico, mentre dopo Mucuna non era misurabile. Non è stata osservata una evidente risposta clinica ad alcuno dei due preparati.

I ricercatori hanno analizzato il contenuto delle capsule di Mucuna e contenevano veramente 100 mg di mucuna.

Gli autori giungono alla conclusione che la mancanza della co-somministrazione di un inibitore delle decarbossilasi periferiche riduce notevolmente la quantità di levodopa disponibile per l'attività dopo somministrazione di Mucuna da sola.

 

Fonte:  Contin e coll Clin Neuropharmacol 2015: 38: 201-3

Pin It
Un lascito testamentario per un futuro senza Parkinson
Non vuoi ricevere il materiale a casa ma vuoi rimanere informato?
ISCRIVITI SOLO ALLE NEWSLETTER !