Parkinson a esordio precoce: sempre più persone giovani ne sono colpite

Un recente articolo in pubblicazione su NPJ Parkinson’s Disease  ha valutato  la diffusione della malattia di Parkinson a esordio precoce nel mondo e se tale diffusione sia cambiata nel tempo.

I ricercatori, analizzando i dati  di tre decenni del Global Burden of Disease Study 2021, un progetto internazionale che monitora centinaia di patologie in 204 paesi e territori, hanno riscontrato che la malattia di Parkinson a esordio precoce (EOPD), cioè diagnosticata tra i 20 e i 49 anni, è diventata più frequente a livello mondiale, si è osservato che i casi tra il 1990 e il 2021 sono praticamente raddoppiati  in particolare tra gli adulti di età compresa tra i 40 e i 50 anni e nelle regioni a reddito medio e medio-alto, specie in Asia orientale e nell’America Latina andina;  vi è un’associazione tra un maggiore utilizzo di pesticidi e tassi più elevati di Parkinson a esordio precoce, sebbene lo studio non dimostri un rapporto di causa-effetto.

Per le persone a cui viene diagnosticata la malattia tra i 30 e i 40 anni, esordio giovanile,  i problemi di gestione della vita quotidiana, crescita dei figli, lavoro, le finanze, le relazioni e la salute mentale hanno un impatto differente e spesso maggiore rispetto alle persone che sviluppano la malattia in età più avanzata.

I nuovi casi di Parkinson ad esordio precoce nel mondo  sono aumentati da circa 28.000 all’anno nel 1990 a circa 81.000 nel 2021. Il numero totale di persone affette da Parkinson a esordio precoce è cresciuto da circa 190.000 a quasi 484.000.

Parte di questo aumento riflette la crescita demografica: oggi nel mondo ci sono più persone rispetto al 1990, ma effettuando un aggiustamento per dimensioni della popolazione e struttura demografica i tassi sono comunque aumentati; l’aumento non è uniforme per le diverse fasce di età, perchè anche nelle persone con esordio precoce il rischio aumenta con l’aumentare dell’età,  vale a dire che l’aumento dei casi di  Parkinson a esordio precoce è soprattutto  nelle persone tra i 40 e i 50 anni, specie nell’America Latina andina (Perù, Bolivia ed Ecuador), seguita dall’Asia orientale, in particolare dalla Cina; tre regioni del mondo invece hanno rappresentato un’eccezione a questo andamento in crescita, le aree ad alto reddito del Nord America, Europa centrale e Asia centrale.
Si è osservata una correlazione tra incremento dei casi e maggiore utilizzo di pesticidi per ettaro di terreno agricolo; anche se questo dato non una prova che i pesticidi abbiano causato questi casi,  è tuttavia in linea con le ricerche esistenti che collegano l’esposizione ai pesticidi al rischio di ammalare di Parkinson; un’altra osservazione emersa è che il noto divario tra uomini e donne, che sappiamo essere di 1,5 volte a sfavore del sesso maschile, si è ampliato nel tempo, è stato ipotizzato che a livello lavorativo gli uomini possano essere maggiormente esposti a pesticidi, metalli pesanti e sostanze chimiche o che nelle donne gli estrogeni svolgano un ruolo protettivo. Gli autori sottolineano inoltre che l’aumento del Parkinson ad esordio precoce potrebbe riflettere i miglioramenti nell’assistenza sanitaria, le diagnosi son migliori e più accurate,  siamo così in grado di intercettare e curare un maggior numero di persone rispetto a prima. Le terapie negli anni sono notevolmente migliorate e questo consente di curare meglio  e garantire una buona qualità di vita a tutti i nostri pazienti, anche quelli più giovani, la diagnosi precoce è quindi molto importante.

Lo  studio fornisce un quadro globale del peso complessivo del Parkinson a esordio precoce, non una spiegazione delle cause del Parkinson, e ipotizza solamente alcune delle possibili cause di questa osservazione, tuttavia questi risultati sottolineano che la malattia di Parkinson può colpire persone anche in età più giovane, rafforzando l’importanza di una maggiore consapevolezza sull’esistenza del Parkinson  giovanile. Inoltre, studi come questo sono necessari per influenzare le  politiche sanitarie che migliorino il benessere delle persone affette da malattia  di Parkinson.

 

 

FONTI:

Zhang, X., Zhao, H., Li, Z. et al. Global regional and national burden and trends of early-onset Parkinson’s disease from 1990 to 2021. npj Parkinsons Dis. (2026). https://doi.org/10.1038/s41531-026-01449-x

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