La Legge 104/1992 è la legge italiana che tutela le persone con disabilità e le loro famiglie, favorendone l’assistenza, l’integrazione sociale e l’inclusione. Il riconoscimento previsto dalla legge 104 è però diverso dall’invalidità civile: sono due valutazioni differenti, anche se spesso vengono richieste contemporaneamente. Qual’è la differenza? L’invalidità civile risponde alla domanda “quanto è ridotta la capacità della persona?”; la Legge 104 risponde alla domanda “quanto la condizione di salute limita la partecipazione alla vita e quanto sostegno è necessario?” Una persona, per esempio, può avere un’invalidità civile del 75% e contemporaneamente il riconoscimento della Legge 104, oppure può avere una percentuale di invalidità del 100% senza avere il riconoscimento della gravità ai sensi della 104.
E’ importante distinguere se nel verbale è indicato il riconoscimento dell’ articolo 3, comma 1: riconoscimento della condizione di disabilità oppure articolo 3, comma 3: riconoscimento di una situazione di gravità, quando la minorazione determina una necessità di sostegno assistenziale particolarmente significativa.
È il riconoscimento della gravità che può consentire, quando ricorrono i requisiti previsti, l’accesso ai permessi lavorativi e al congedo straordinario per la persona con disabilità o per chi la assiste.
Secondo il Decreto disabilità 2024, pubblicato sulla GU Serie Generale n.111 del 14-05-2024, “persona con disabilità è chi presenta durature compromissioni fisiche, mentali, intellettive o sensoriali che, in interazione con barriere di diversa natura, possono ostacolare la piena ed effettiva partecipazione nei diversi contesti di vita su base di uguaglianza con gli altri, accertate all’esito della valutazione di base”. Cosa ci garantisce la norma? La norma dà diritto ai permessi lavorativi retribuiti al 100% ai disabili o ai familiari che se ne prendono cura che spettano sia ai lavoratori dipendenti pubblici che ai privati. Sono pari a tre giorni al mese frazionabili in ore, è inoltre possibile fruire del congedo straordinario, un congedo di assenza dal lavoro pari a due anni frazionabili nell’arco della vita lavorativa retribuito al 100%, che spetta ai lavoratori dipendenti pubblici o privati che assistono un familiare con handicap grave. Il congedo è pari a due anni (frazionabili) nell’arco della vita lavorativa e il richiedente e l’invalido devono essere residenti allo stesso indirizzo.
I beneficiari della Legge 104 hanno diritto al collocamento mirato, una misura prevista dalla Legge 68/99 per favorire l’inserimento lavorativo delle categorie protette; le aziende che assumono possono godere di incentivi economici; agevolazioni sono previste anche nei concorsi pubblici.
Sono inoltre previste detrazioni per spese sanitarie per disabili nel modello 730, per la propria cura o per quella dei familiari a carico, IVA Agevolata, con un’aliquota ridotta (al 4%) per l’acquisto di alcuni beni e servizi necessari per le persone con disabilità, come ad esempio dispositivi medici (protesi, ortesi e altri ausili), il bonus per l’acquisto di auto per disabili, l’esenzione dal pagamento del bollo auto, vi è un fondo per un mutuo casa agevolato.
Quali sono le novità introdotte dal decreto legislativo 62/2024? E’ cambiato il concetto di disabilità, considerando che la persona con disabilità è innanzitutto una Persona e, in quanto tale, con i diritti intrinseci di tutti, cioè l’autodeterminazione e libertà di scelta, la possibilità di perseguire il proprio percorso di vita, in ciò adeguatamente supportato; ha modificato tutti i precedenti accertamenti della condizione di salute riunificandoli in un unico procedimento di riconoscimento della condizione di disabilità, che mette al centro non più la malattia o la compromissione della persona, ma il funzionamento della persona, la terminologia è cambiata, non si parla più di “disabile” o “handicappato” a “persona con disabilità”, dando centralità all’essere Persona. L’entrata in vigore del decreto su tutto il territorio nazionale è prevista a partire dal 1° gennaio 2027 ma già nel corso del 2025 e del 2026, progressivamente e in via sperimentale, è già in vigore in 60 province d’Italia. Sarà quindi opportuno informarsi sul percorso da seguire per presentare la domanda presso la propria ASL o con il proprio medico di medicina generale
FONTI: Decreto disabilità 2024, GU Serie Generale n.111 del 14-05-2024


