Gemelli discordanti per la malattia di Parkinson: un follow-up longitudinale di 10 anni sulla mortalità, sulle caratteristiche cliniche e dello stile di vita, sullo stato nutrizionale e sulle abitudini alimentari.

Stesso DNA, destini diversi: che cosa ci insegnano i gemelli sul Parkinson

Due gemelli nascono lo stesso giorno, crescono nella stessa casa, siedono alla stessa tavola e condividono lo stesso DNA, come due copie dello stesso libro. Eppure, a un certo punto, le loro strade si separano: uno si ammala di Parkinson, l’altro no. Per la ricerca queste coppie sono un «esperimento naturale» prezioso, perché il fratello sano funziona come uno specchio: ciò che cambia tra i due nel tempo racconta la malattia, non i geni o l’infanzia condivisa. Il gruppo di ricerca della Fondazione Pezzoli ha seguito per dieci anni 54 coppie di gemelli in cui uno solo era malato: è il primo studio al mondo di questo tipo, appena pubblicato sulla rivista Brain Sciences.

L’obiettivo è stato valutare l’evoluzione nel tempo della malattia, delle caratteristiche cliniche e dello stile di vita, oltre che delle abitudini alimentari.

Le coppie (26 gemelli identici o monozigoti, e 28 gemelli non identici o dizigoti) erano arrivate al Centro Parkinson dell’ASST Pini-CTO di Milano tra il 2015 e il 2017, rispondendo a un appello nazionale di Fondazione Pezzoli. Alla prima visita, oltre alla determinazione della zigosità (monozigote o dizigote) mediante un esame diagnostico specifico, abbiamo raccolto dati su peso, altezza e altre malattie, abitudine al fumo, funzionamento dell’intestino e frequenza di consumo dei principali alimenti mediante somministrazione di questionari appositamente elaborati. All’inizio del 2026 abbiamo richiamato tutti i partecipanti al telefono per sapere come stavano ed aggiornare i dati precedentemente raccolti; 33 coppie hanno partecipato anche a questa seconda fase.

Ecco che cosa è emerso:

  • In dieci anni sono morti 17 dei 54 gemelli con malattia di Parkinson e 3 dei 54 fratelli sani; tra i gemelli identici, tutti i decessi hanno riguardato il fratello malato. È un dato da leggere per intero: all’inizio queste persone avevano in media 66 anni e convivevano con la malattia già da circa 7 anni, e dopo dieci anni due su tre erano in vita.
  • Peso corporeo e altre malattie. Nessuna differenza tra fratelli malati e sani per peso, diabete, colesterolo, malattie di cuore e fumo, né all’inizio né dopo dieci anni.
  • La stitichezza era più frequente nel gemello malato fin dall’inizio ed è cresciuta nel tempo, da circa una persona su quattro a una su due. Le difficoltà a deglutire sono comparse quasi solo nei malati.
  • A tavola. Le abitudini alimentari erano in gran parte simili, con una sorpresa: i gemelli malati partivano mangiando meno frutta fresca e dieci anni dopo ne mangiavano più dei fratelli. Consumavano inoltre meno spesso pesce conservato (scatolette sott’olio, salmone affumicato), un dato ancora incerto e che merita ulteriori approfondimenti.
  • Esordi lontani. In due coppie di gemelli identici anche il fratello sano si è ammalato, a 12 e a quasi 15 anni di distanza dall’altro.

Conclusioni

Cosa ci dicono questi risultati? Il primo messaggio è che due fratelli con lo stesso patrimonio genetico possono avere destini diversi. Le differenze di sopravvivenza osservate non sembrano spiegarsi con il peso corporeo o le altre patologie considerate, ma riflettono l’impatto della malattia sulla salute nel tempo. Il secondo riguarda il “tempo”: il Parkinson ha un periodo silenzioso, che può durare anni, e spesso è l’intestino a scriverne le prime righe. Imparare a leggere tempestivamente questa latenza è una delle strade per arrivare, un giorno, a riconoscere la malattia prima. Il terzo messaggio è forse il più incoraggiante. L’aumento del consumo di frutta racconta di persone che non subiscono la malattia, ma reagiscono: è possibile che molti abbiano seguito i consigli nutrizionali ricevuti per aiutare l’intestino stitico. Non lo abbiamo misurato direttamente, ma ci ricorda che le abitudini si possono cambiare a ogni età. Anche il dato sulla sopravvivenza, più che una sentenza, è una bussola: alcuni decessi sono stati causati da complicazioni come la polmonite legata alla difficoltà a deglutire, cioè da problemi che si possono riconoscere e trattare per tempo.

Stitichezza e disturbi della deglutizione non vanno trascurati: devono essere segnalati al medico e al nutrizionista, perché si possono curare.

Un grazie sentito ai pazienti e in particolare in questo caso ai gemelli  e alle loro famiglie che con la loro generosità, due volte a dieci anni di distanza, hanno reso possibile questo studio.

FONTI: Gemelli discordanti per la malattia di Parkinson: un follow-up longitudinale di 10 anni sulla mortalità, sulle caratteristiche cliniche e dello stile di vita, sullo stato nutrizionale e sulle abitudini alimentari.Barichella M, Natale A, Contaldi E, Magistrelli L, Cereda E, Bolliri C, Macchione MC, Invernizzi F, Calandrella D, Isaias IU, Pezzoli G. Brain Sci. 2026;16:1102. https://doi.org/10.3390/brainsci16101102

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