La risposta a lungo termine alla levodopa

La levodopa non produce un solo effetto, ma due. Oltre al miglioramento che si avverte nelle ore successive a ogni dose (la risposta a breve durata), esercita anche un beneficio di fondo — la cosiddetta risposta a lunga durata — che persiste per giorni o settimane anche quando il farmaco non è più nel sangue.

Uno studio tedesco ha seguito 148 pazienti con Parkinson per fino a 10 anni, dimostrando che questa risposta a lunga durata vale circa la metà del beneficio motorio totale della levodopa, e che rimane stabile nel tempo senza ridursi con il progredire della malattia.

Contrariamente a quanto si ipotizzava, essa non sarebbe la causa principale delle fluttuazioni motorie. I pazienti in cui questa risposta non era rilevabile sono risultati invece quelli con una progressione più rapida della malattia.

Lo studio mostra risultati interessanti, ma che devono essere interpretati con cautela. L’effetto a lunga durata non viene misurato direttamente sul paziente, ma calcolato tramite una stima matematica. Inoltre, il numero di pazienti studiati potrebbe non essere sufficiente a trarre conclusioni definitive sulla stabilità nel tempo e sul ruolo nelle fluttuazioni motorie.

Nel complesso, questi dati suggeriscono quello che i neurologi a volte osservano nella pratica clinica, cioè in alcuni pazienti la levodopa può continuare a offrire un beneficio più ampio e duraturo. Comprendere meglio la risposta a lunga durata potrebbe aiutare in futuro a personalizzare le terapie e a identificare precocemente i pazienti con una progressione più rapida della malattia. Saranno però necessari studi più ampi e con misurazioni dirette per confermare questi risultati e chiarire il reale significato clinico di questo effetto.

FONTI: Schnalke N, Feige T, Hähnel T, Falkenburger B. Long-Duration Response to Levodopa in the PPMI-Cohort. Mov Disord. 2026 May 9. doi: 10.1002/mds.70344. Epub ahead of print. PMID: 42104878.

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