Parkinson in Ghana, lo studio della Fondazione Pezzoli per la Malattia di Parkinson

Sono Carlotta Bolliri, biologa nutrizionista e ricercatrice di Fondazione Pezzoli da oltre 10 anni. Nel febbraio 2025 sono partita per Sogakope, in Ghana, insieme a un gruppo di neurologi del Centro Parkinson. Siamo stati ospiti del Richard Novati Catholic Hospital, lavorando a un progetto neurologico sugli effetti cardiovascolari della Mucuna pruriens nella malattia di Parkinson sostenuto da Fondazione Pezzoli.

Il mio ruolo, come biologa nutrizionista, è stato quello di valutare lo stato nutrizionale dei pazienti. Abbiamo valutato 20 persone con diagnosi di malattia di Parkinson. Per ciascuna di loro abbiamo raccolto dati clinici e nutrizionali completi: dai sintomi motori, misurati con scale specifiche, fino ai disturbi non motori come stipsi, disfagia e scialorrea.

Abbiamo analizzato la composizione corporea con bioimpedenziometria e misurato la forza muscolare attraverso il test della presa della mano. Inoltre, sono state indagate e valutate le abitudini alimentari mediante un questionario alimentare riadattato al contesto locale.

Dai dati raccolti è emerso che l’apporto calorico giornaliero degli alimenti risultava significativamente più basso rispetto agli standard occidentali. Questo è risultato associato a una riduzione dell’indice di massa corporea (BMI) e in una percentuale di massa grassa inferiore. Analizzando le relazioni tra i dati, sono emersi risultati significativi. La circonferenza della coscia, indicatore di massa muscolare, diminuiva con l’aumentare della durata della malattia e questo era associato ad un maggior rischio di malnutrizione e rischio sarcopenia.

Un altro dato particolarmente interessante riguarda l’assunzione proteica: una maggiore quantità di proteine nella dieta era associata a una minore gravità dei sintomi motori. Un elemento che apre prospettive concrete sul ruolo della nutrizione nella gestione della malattia.

Abbiamo inoltre indagato se alcuni sintomi non motori di carattere nutrizionale come la stipsi e la disfagia fossero presenti anche nel contesto africano. I dati confermano che l’80% dei pazienti soffriva di stipsi, mentre la disfagia era presente nel 15% dei casi; questi dati sono correlati al fatto che vi è un apporto idrico sicuramente giornaliero inferiore e anche il tipo di alimentazione con una consistenza differente.

Questi risultati raccontano una realtà precisa: nei pazienti ghanesi con Parkinson esiste un’elevata prevalenza di carenze nutrizionali, sarcopenia e alterazioni della composizione corporea.

In contesti con risorse limitate, lo screening nutrizionale precoce e interventi mirati non sono un’opzione, ma una necessità. Integrare la nutrizione in un approccio multidisciplinare può fare la differenza nel decorso della malattia e nella qualità di vita delle persone.

Inoltre, come ricercatrice, questo ci aiuta a comprendere e studiare meglio queste condizioni. In particolare, possiamo ipotizzare un possibile ruolo preventivo dell’alimentazione: ad esempio, l’adozione di una dieta a consistenza morbida non solo può favorire la gestione di problematiche come la disfagia, ma potrebbe anche avere un ruolo nella prevenzione della sua insorgenza.

FONTI: Bolliri C, Magistrelli L, Del Sorbo F, Zecchinelli A, Calandrella D, Cham M, Ame-Bruce E, Cereda E, Pusani C, Isaias IU, Barichella M, Pezzoli G. Correlations Between Clinical, Anthropometric and Nutritional Evaluations in Patients with Parkinson's Disease from Ghana: A Cross-Sectional Study. J Clin Med. 2026 Apr 2;15(7):2686. doi: 10.3390/jcm15072686. PMID: 41976987.

Condividi

Fai crescere il seme della ricerca

Il Parkinson si cura, aiutaci a guarirlo.

Sostieni la ricerca Sostieni ora la ricerca sul Parkinson