Saresti così severo con un amico?

Il Parkinson è una patologia complessa. Molti sintomi sono visibili ad occhio nudo. Non tutti però li sanno riconoscere e quindi, talvolta, discinesie e tremore attirano l’attenzione e vengono scambiati per segni di ubriachezza o di disabilità intellettiva. Il sistema di giudizi e pregiudizi esterni viene chiamato stigma (abbiamo parlato approfonditamente del tema dello stigma nell’articolo (Quando il problema è lo sguardo degli altri).

Tuttavia, lo stigma non proviene solo “dall’esterno”, ma anche “dall’interno”. Si parla a questo punto di stigma interiorizzato: la persona si aspetta di essere giudicata dagli altri, teme il rifiuto, si identifica con stereotipi negativi, e finisce per applicare a sé stesso valutazioni screditanti. Questo, a lungo andare può associarsi a depressione, ansia e stress.

L’autocompassione potrebbe rappresentare una risorsa utile nei confronti dello stigma interiorizzato. Per autocompassione intendiamo il riconoscimento della propria sofferenza senza giudizio, accompagnato da gentilezza, cura e sostegno. Questo non significa autocommiserarsi, negare l’esistenza di situazioni difficili, o pensare positivo a tutti i costi, ma trattarsi con comprensione quando si sta soffrendo.

Saresti veramente così severo con un amico nella tua stessa condizione ? Eclles e colleghi in uno studio del 2023 volevano verificare la relazione tra autocompassione, stigma interiorizzato e sofferenza psicologica. Inoltre, volevano indagare se l’autocompassione avesse effetto anche sullo stigma proveniente dall’esterno.

Studiando un campione di 130 persone con Parkinson gli autori hanno riscontrato che i pazienti con più alti livelli di autocompassione riportavano effettivamente meno depressione, meno ansia e meno stress. Inoltre, tendevano a mostrare minori livelli di stigma interiorizzato. In altre parole: chi ha maggiore autocompassione tende ad interiorizzare meno lo stigma, ovvero a identificarsi meno con stereotipi negativi e giudizi svalutanti legati alla malattia. Infine, minori livelli di stigma interiorizzato risultavano associati a minori livelli di depressione, ansia e stress. Al contrario, gli autori hanno osservato che, per quanto riguarda lo stigma proveniente dall’esterno, l’autocompassione non ha effetti. La discriminazione e il giudizio altrui, in altre parole, si associano comunque a maggiore sofferenza psicologica. I risultati suggeriscono che l’autocompassione possa rappresentare una risorsa psicologica utile per le persone con Parkinson, in quanto si associa a minori livelli di sofferenza psicologica e di stigma interiorizzato. Poiché lo stigma proveniente dall’esterno ha un forte impatto sul benessere psicologico, sarebbe importante sensibilizzare le persone sul tema, promuovendo il cambiamento verso degli atteggiamenti più inclusivi a livello educativo e sociale. Parallelamente, può essere utile sostenere le persone con Parkinson attraverso interventi specialistici mirati, come percorsi di psicoterapia o di supporto psicologico.

FONTI: Eccles FJR, Sowter N, Spokes T, Zarotti N, Simpson J. Stigma, self-compassion, and psychological distress among people with Parkinson's. Disabil Rehabil. 2023 Feb;45(3):425-433. doi: 10.1080/09638288.2022.2037743. Epub 2022 Feb 16. PMID: 35171069.

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