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La stimolazione di recettori per la cannabis contenuta nella marihuana potrebbe migliorare il Parkinson

I cannabinoidi annoverati tra i potenziali farmaci del futuro per la malattia

Uno studio nel ratto ha mostrato che la stimolazione dei recettori CB1 per il cannabis nello striato, una area cerebrale deputata al controllo dei movimenti, inibisce il rilascio di neurotrasmettitori "tossici", quali il glutamato. L’inibizione consiste nella riduzione della frequenza, non della entità del rilascio, ed è neutralizzata dagli antagonisti dei recettori CB1.
E’ possibile che i cannabinoidi abbiano un ruolo nella regolazione della funzione motoria nello striato ed è stata avanzata l’ipotesi che i farmaci, che hanno i recettori CB1 del cannabis quale bersaglio, possano essere utili nel trattamento della malattia di Parkinson e di altri disturbi del movimento.

Gerdman & Lovinger J Neurophysiol 2001; 85 (1): 468-471

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Un lascito testamentario per un futuro senza Parkinson
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