Sabato 11 Febbraio 2012
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Forum Parkinson sul Corriere.it
Giovedì 26 Gennaio 2012

forum parkinson pezzoli su corriereIl Corriere della Sera apre il forum dedicato al Parkinson, a cura del Prof. Pezzoli e dei suoi collaboratori. Uno strumento utile a tutti i parkinsoniani che desiderano porre una domanda al direttore di uno dei più grandi Centri Parkinson europei.

Clicca questo Link al Forum Parkinson sul Corriere

 
Neurodegenerazione si estende di cellula in cellula come una infezione
Mercoledì 08 Febbraio 2012

Dimostrazione per l'Alzheimer, potrebbe valere per il Parkinson.

 
Pesce, frutta, verdura e legumi
Giovedì 02 Febbraio 2012

Ricercatori Giapponesi hanno esaminato le abitudini alimentari di 249 pazienti con una diagnosi di malattia di Parkinson effettuata secondo i criteri della UK PD Brain Bank e di 368 controlli sani senza malattie neurodegenrative tramite un questionario validato relativo all'ultimo mese. Hanno suddiviso i soggetti in tre gruppi a seconda degli alimenti principali consumati in tre tipi di dieta: "sana" caratterizzata da un elevato consumo di pesce, verdura, frutta, legumi, alghe e funghi, una dieta "Occidentale" e "Leggera".

Hanno rilevato che il rischio di malattia di Parkinson era ridotto del 46% nei soggetti con abitudini alimentari sane.

Quattro anni fa ricercatori italiani avevano rilevato una riduzione del rischio di malattia di Parkinson e di Alzheimer del 13% nei soggetti che seguivano una dieta mediterranea a base di pesce, frutta, verdura, legumi, cereali, con consumo moderato di vino rosso (vedere intervista "Ricerca italiana mette in evidenza i benefici della dieta mediterranea )"

 

Fonte: Okubo e coll Europ J Neurol online 5 December 2011

 
Identificato nuovo bersaglio per terapie anti-Parkinson
Mercoledì 25 Gennaio 2012
La proteina RGS4 nello striato

E' noto da tempo che la perdita delle cellule nervose dopaminergiche nella sostanza nera determina squilibri nei circuiti nervosi dello striato che sono responsabili per molti sintomi parkinsoniani. Ricercatori americani hanno scoperto una proteina, il regolatore della proteina G che lancia il segnale 4 (RGS4), coinvolta nella induzione di questi squilibri. Hanno condotto esperimenti in topi con e senza il gene per la produzione della proteina, tutti resi parkinsoniani tramite l'iniezione di una tossina che uccide le cellule nervose dopaminergiche. Hanno osservato che i topi senza il gene (e quindi senza la proteina) presentano una compromissione della funzione motoria molto minore.

I ricercatori si sono ora posti come obiettivo la messa a punto di composti che inibiscano RGS4, nella speranza di poter sviluppare terapie innovative per il controllo della sintomatologia parkinsoniana.

Lerner TN, Kreitzer AC Neuron 2012 ; 73: 347-359

 
Chi costruisce alfa-sinucleina lentamente potrebbe ammalarsi di Parkinson
Venerdì 20 Gennaio 2012

L'ipotesi di un Dipartimento di Astronomia negli USA

Ricercatori che lavorano presso un Dipartimento di Astronomia nel Michigan (USA) hanno condotto studi sulla velocità di costruzione delle proteine, tra cui la alfa-sinucleina, che si accumula in agglomerati detti corpi di Lewy nella malattia di Parkinson.

Le proteine vengono inizialmente formate come lunghe catene di aminoacidi e poi la cellula passa a ripiegare la catena in modo particolare, in modo che essa si aggroviglia assumendo una forma tridimensionale. Hanno dimostrato che tanto più tempo la cellula impiega a ripiegare la proteina, tanto maggiore è la sua tendenza a formare agglomerati.

E’ possibile che sostanze che accelerano il ripiegamento possa prevenire la malattia di Parkinson o bloccarla nelle prime fasi. Hanno già identificato delle sostanze naturali promettenti, tra cui si annoverano la curcumina ed il resveratrolo; quest’ultimo si trova nel vino rosso.

Fonte: Ahmad e coll PNAS Early Edition

 
Due terzi dei pazienti parkinsoniani lamentano dolore
Sabato 14 Gennaio 2012

la metà dei pazienti con dolore non assume analgesici

Ricercatori olandesi hanno effettuato una recensione della letteratura per verificare quanti pazienti affetti da malattia di Parkinson avevano riferito dolore. Nei pochi studi utili allo scopo (ne hanno trovato solo 8) da 40 a 85% dei dei pazienti avevano riferito dolore (in media 67.6%). Il dolore era riferito spesso alle gambe e quasi la metà dei pazienti lamentava dolore muscolo-scheletrico (46.4%), con fluttuazioni nei periodi in ON ed in OFF. Tuttavia solo poco più della metà dei pazienti (52.4%) assumeva analgesici, generalmente non oppiacei.

Gli autori concludono che i medici devono dedicare più tempo alla gestione del dolore nel paziente parkinsoniano per migliorarne la qualità di vita

 

Fonte: Broen MPG et al Movement Disorders online

 
Avviato lo sviluppo della levodopa per via inalatoria
Sabato 07 Gennaio 2012

inalatore di levodopaCompletato un primo studio nell'uomo.

L'azienda produttrice di CVT-301, una formulazione di levodopa da somministrare per via inalatoria, ha annunciato di avere completato con successo la prima sperimentazione nell'uomo. Lo scopo dello studio era la dimostrazione della sicurezza del preparato e che il farmaco effettivamente raggiunge la circolazione sanguigna attraverso i polmoni. I dati scientifici non sono ancora stati presentati alla classe medica.

Il preparato è una polvere fine che viene somministrato tramite un piccolo inalatore di plastica che somiglia a quelli usati dagli asmatici. L'erogatore emette sempre la stessa dose di levodopa indipendemente da come il paziente inala. L'azienda, che riceve fondi dalla Fondazione dell'attore Michael HJ Fox, pensa di poter presentare la domanda di autorizzazione alla immissione in commercio alle autorità regolatorie nel 2015.

Fonte: Comunicazione di analisti di mercato

 
Fattori predittivi della sopravvivenza nei pazienti parkinsoniani
Martedì 03 Gennaio 2012

vivono di più le donne, vive di meno chi ha demenza, sospetti sulle zone industrializzate

E' stata svolta una indagine retrospettiva in 138.000 pazienti parkinsoniani seguiti per 6 anni dal 2002 al 2008 negli Stati Uniti con lo scopo di identificare i fattori correlati alla mortalità.


 
Ricercatori italiani brevettano in USA il pacemaker cerebrale che si adatta al paziente: una nuova filosofia della DBS
Giovedì 29 Dicembre 2011

Intervista al Professor Alberto Priori,

Docente di Neurologia dell’Università degli Studi di Milano e

Direttore del Centro di Neurotecnologie, Neurostimolazione e Disordini del Movimento della Fondazione IRCCS Cà Granda Policlinico di Milano

 
Difficile reperire il Madopar in farmacia?
Venerdì 16 Dicembre 2011

Roche rassicura per il prossimo futuro

Sono giunte all'AIP parecchie segnalazioni di difficoltà nell'approvvigionamento di Madopar, prodotto dalla Roche.  Abbiamo interpellato l'azienda, che ha confermato che ci sono stati ritardi nella produzione di Madopar 200 mg levodopa + 50 mg benserazide. Ci ha comunque rassicurato, affermando che la produzione è ripresa regolarmente e che stanno distribuendo il prodotto ai grossisti. Pertanto la situazione nelle farmacie dovrebbe normalizzarsi in breve tempo.

 
Risonanza magnetica evidenzia il decadimento cognitivo nel Parkinson
Lunedì 26 Dicembre 2011

L'atrofia dell'ippocampo è un segno iniziale 

Ricercatori americani hanno esaminato le neuroimmagini del cervello di 84 pazienti e 23 controlli sani ottenute tramite risonanza magnetica. 61 pazienti avevano funzioni mentali intatte, 12 un modesto decadimento mentale e 11 erano dementi.

Hanno rilevato che nei pazienti con decadimento mentale modesto vi era atrofia dell'ippocampo, una struttura cerebrale importante per la memoria, mentre i pazienti dementi vi era atrofia non solo dell'ippocampo, ma anche del lobo temporale. Nei pazienti con decadimento modesto il volume dell'ippocampo era inversamente proporzionale ai risultati di test di memoria. Il tipo di atrofia cerebrale di chi aveva un decadimento mentale modesto somigliava a quello dei pazienti dementi, che presentavano alterazioni estese del tessuto cerebrale. Queste lesioni coinvolgevano sia la sostanza grigia che la sostanza bianca a livello prefrontale, occipitale e parietale.   
Gli autori concludono che l'atrofia dell'ippocampo è un segno iniziale di decadimento mentale.

Fonte: Weintraub D e coll Arch neurol 2011; 68: 1562-1568

 
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