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Riabilitazione per il Parkinson

tapis roulantÈ noto come praticare regolarmente attività sportive giovi all'organismo ma purtroppo nel Parkinson il movimento è compromesso e il paziente tende ad una vita sedentaria. Si rende così necessario un ciclo di riabilitazione motoria che stimoli e corregga l'esercizio fisico quotidiano.

Nell'estate 2012 la Associazione Italiana Parkinsoniani, con il sostegno della Fondazione Grigioni per il Morbo di Parkinson, ha istituito un accordo con alcune strutture neuroriabilitative convenzionate con il SSN.

  • La riabilitazione avviene in regime di ricovero ospedaliero, con durata variabile da struttura a struttura, generalmente della durata di 4 settimane. Durante il ricovero il paziente effettua un lavoro individuale con un fisioterapista che lo induce a prendere coscienza dei suoi problemi per quanto riguarda la postura, l'equilibrio e la funzionalità delle articolazioni, proponendo strategie per correggerli; si effettua un lavoro con diverse apparecchiature (tra cui il tapis roulant) per facilitare il riapprendimento della corretta sequenza dei gesti richiesti per compiere determinati movimenti ovvero una rieducazione cognitiva; ed infine, esercizi di tipo occupazionale atti a migliorare l'autonomia nelle attività del vivere quotidiano: scrivere, girarsi nel letto, alzarsi da una poltrona, uso di utensili, ecc. Questo protocollo si è rivelato essere particolarmente efficace nel rallentare l'evoluzione della malattia e nel ridurre la necessità di aumentare il dosaggio farmacologico. Se un paziente si mantiene autonomo ed è in grado di camminare correttamente non avverte la necessità di aumentare il dosaggio farmacologico e può mantenere una buona qualità della vita interrompendo quel circolo vizioso disturbi del cammino-riduzione dell'autonomia-peggioramento clinico responsabile del decadimento della vita dei pazienti parkinsoniani.

  • Idealmente bisogna iniziare la fisioterapia nelle fasi iniziali della malattia, perché è più facile prevenire che correggere. Questo concetto non è noto a tutta la classe medica; vi è un grande bisogno di formazione. In Italia esiste una figura professionale che non esiste altrove, quella del fisiatra, che non ha una preparazione specifica per il Parkinson e spesso rifiuta di dare l'accesso alla fisioterapia ai pazienti in fase iniziale, anche perché mancano le strutture. Bisogna pensare che i parkinsoniani sono circa 200.000 in Italia, 22-25.000 nella sola Lombardia.

  • Attualmente AIP dispone di più di un centinaio di letti in 5 centri, una rete che permette di riabilitare più di 1000 pazienti all'anno:
    ·  Gravedona ed Uniti (CO) dispone di 40 letti per i percorsi di fisioterapia intensiva
    ·  Trescore Balneario (BG) con 40 letti prevede un percorso individualizzato in base alle necessità, che comprende anche interventi particolari, come la logopedia e la psicoterapia
    ·  Cernusco sul Naviglio (MI) con 26 letti suddivisi in un percorso misto con sessioni sia di lavoro individuale che di gruppo, in quanto è stato osservato che occorre sia il primo per intervenire sui problemi individuali che in secondo per stimolare il malato.
  • ·  Brebbia (VA)
  • ·  Boves (CN)

AIP lavora per proporre soluzioni sostenibili per il Servizio Sanitario Nazionale che siano vantaggiose per i pazienti. Per ridurre al minimo gli spostamenti, il modello sarà esteso a tutte le regioni italiane.

È possibile rivolgersi alla AIP al numero telefonico 0266713111 per prenotare un ciclo riabilitativo in una di queste strutture.