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Riabilitazione per il Parkinson

È noto come praticare regolarmente attività sportive giovi all'organismo ma purtroppo nel Parkinson il movimento è compromesso e il paziente tende ad una vita sedentaria. Si rende così necessario un ciclo di riabilitazione motoria che stimoli e corregga l'esercizio fisico quotidiano.

Nell'estate 2012 la Associazione Italiana Parkinsoniani, con il sostegno della Fondazione Grigioni per il Morbo di Parkinson, ha istituito un accordo con alcune strutture neuroriabilitative convenzionate con il SSN che operano in qualità di dipartimento, diretto dal Dr. Frazzitta.

È stato dimostrato che l'uso di stimoli visivi o uditivi (i cosiddetti “cues”) possono migliorare la lunghezza del passo, i blocchi improvvisi della marcia (“freezing”) e l'equilibrio. Altro elemento importante è il tapis roulant (“tappeto ruotante”), che nell'ambito di importanti studi pubblicati su riviste scientifiche internazionali si è dimostrato uno strumento fondamentale per migliorare le caratteristiche del passo (lunghezza e velocità) dei pazienti parkinsoniani. Il paziente parkinsoniano ha difficoltà nell'iniziare in maniera automatica un movimento ed a mantenerlo nel tempo. Se si utilizza un tapis roulant il paziente è obbligato dallo scorrimento del tempo a mantenere un ritmo corretto e costante del cammino, allenandosi così in maniera efficace.
Mancano ancora studi sulla durata ottimale della riabilitazione nel paziente parkinsoniano. Tuttavia, è stato effettuato uno studio negli anziani con tendenza alle cadute, che ha permesso di stabilire che serve un totale di 50 ore, 25 sedute di 2 ore ciascuna.
In base all'esperienza acquisita ed alla letteratura scientifica è stato messo a punto un percorso riabilitativo intensivo che prevede, in regime di ricovero ospedaliero, 3 sedute giornaliere ciascuna di circa 60 minuti, 5 giorni la settimana per 4 settimane: durante la prima seduta il paziente effettua lavoro individuale con un fisioterapista che lo induce a prendere coscienza dei suoi problemi per quanto riguarda la postura, l'equilibrio e la funzionalità delle articolazioni, proponendo strategie per correggerli. La seconda seduta prevede lavoro con diverse apparecchiature (tra cui, ovviamente, il tapis roulant assieme ai “cues”) scelte apposta per facilitare il riapprendimento della corretta sequenza dei gesti richiesti per compiere determinati movimenti ovvero una rieducazione cognitiva. La terza seduta prevede esercizi di tipo occupazionale atti a migliorare l'autonomia nelle attività del vivere quotidiano: scrivere, girarsi nel letto, alzarsi da una poltrona, uso di utensili, ecc. Questo protocollo si è rivelato essere particolarmente efficace nel rallentare l'evoluzione della malattia e nel ridurre la necessità di aumentare il dosaggio farmacologico. Se un paziente si mantiene autonomo ed è in grado di camminare correttamente non avverte la necessità di aumentare il dosaggio farmacologico e può mantenere una buona qualità della vita interrompendo quel circolo vizioso disturbi del cammino-riduzione dell'autonomia-peggioramento clinico responsabile del decadimento della vita dei pazienti parkinsoniani.Dr. Frazzitta
Idealmente bisogna iniziare la fisioterapia nelle fasi iniziali della malattia, perché è più facile prevenire che correggere. Questo vale soprattutto per il pazienti veramente disposti ad applicarsi ed a trarne il massimo. Questo concetto non è noto a tutta la classe medica; vi è un grande bisogno di formazione. In questo paese esiste una figura professionale che non esiste altrove, quella del fisiatra, che non ha una preparazione specifica per il Parkinson e spesso rifiuta di dare l'accesso alla fisioterapia ai pazienti in fase iniziale, anche perché mancano le strutture. Bisogna pensare che i parkinsoniani sono circa 200.000 in Italia, 22-25.000 nella sola Lombardia.
Attualmente AIP dispone di quasi un centinaio di letti in 3 centri in Lombardia, una rete che permette di riabilitare più di 1000 pazienti all'anno:
·  Gravedona ed Uniti (CO) dispone di 40 letti per i percorsi di fisioterapia intensiva per 4 settimane, descritti in precedenza
·  Trescore Balneario (BG) con 40 letti prevede un percorso individualizzato in base alle necessità, che comprende anche interventi particolari, come la logopedia e la psicoterapia
·  Cernusco sul Naviglio (MI) con 16 letti suddivisi in un percorso misto con sessioni sia di lavoro individuale che di gruppo, in quanto è stato osservato che occorre sia il primo per intervenire sui problemi individuali che in secondo per stimolare il malato. Il fiore all'occhiello di questo centro è la sessione settimanale per il caregiver tenuto da un neuropsicologo con una grande esperienza con malati di Parkinson, il Dr. De Gaspari

AIP lavora per proporre soluzioni sostenibili per il Servizio Sanitario Nazionale che siano vantaggiose per i pazienti. Per ridurre al minimo gli spostamenti, il modello sarà esteso a tutte le regioni italiane.

Su richiesta del proprio medico curante è possibile si da ora rivolgersi alla AIP al numero telefonico 0266713111 per prenotare un ciclo riabilitativo in una di queste strutture.

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