L’esercizio fisico come alleato nella gestione del Parkinson

L’attività fisica regolare non è solo una buona abitudine: può essere uno degli strumenti più efficaci per contrastare i sintomi del Parkinson e influenzare l’andamento della malattia nel tempo. I benefici documentati dalla ricerca scientifica sono numerosi e riguardano sia il corpo che la mente.
Diversi studi suggeriscono che un’attività fisica di intensità moderata o vigorosa può contribuire a ridurre il rischio di sviluppare il Parkinson. In chi ha già una diagnosi, mantenersi attivi è associato a migliori prestazioni cognitive e motorie. L’esercizio aiuta inoltre a contrastare  la perdita di forza e resistenza che spesso accompagna la progressione della malattia, rendendo il corpo più capace di affrontare le difficoltà quotidiane.
Sul fronte dei sintomi, la ricerca mostra miglioramenti in ambiti molto diversi tra loro: funzioni cognitive, tono dell’umore, qualità del sonno, stipsi, stanchezza e aspetti motori come equilibrio, forza, postura e andatura.  Un aspetto particolarmente promettente riguarda il potenziale effetto neuroprotettivo dell’esercizio: muoversi con regolarità potrebbe favorire la salute generale del cervello, contribuendo così a rallentare la progressione della malattia.
Non va sottovalutato, infine, il valore sociale ed emotivo del movimento. Allenarsi in gruppo può aumentare la motivazione, favorire i contatti sociali e rafforzare l’autostima, ma anche l’esercizio praticato singolarmente può regalare un senso di energia, di iniziativa e di traguardo raggiunto.

Un buon programma di esercizio dovrebbe includere quattro elementi: resistenza, forza, flessibilità ed equilibrio. Camminare, andare in bicicletta, nuotare, oppure seguire corsi di Pilates, Tai Chi,  o yoga sono tutte opzioni valide: l’importante è scegliere un’attività che piaccia e che si possa mantenere nel tempo, sempre dopo aver consultato il proprio medico e il cardiologo prima di iniziare un nuovo programma.

Le linee guida internazionali più recenti offrono alcune indicazioni pratiche: praticare esercizio aerobico almeno 3 volte a settimana per almeno 30 minuti, puntando quando possibile a un’intensità elevata — anche se un’intensità moderata resta comunque meglio di nessuna attività; abbinare un allenamento di forza per i grandi gruppi muscolari 2-3 volte a settimana; e dedicare altre 2-3 sedute settimanali a flessibilità ed equilibrio (ad esempio con Tai Chi o yoga). È utile anche aumentare, quando possibile, il livello di attività quotidiana anche a basse intensità, ad esempio camminando di più. Chi presenta problemi di equilibrio, di cammino, cognitivi o di ipotensione (pressione bassa) dovrebbe farsi seguire da un fisioterapista o istruttore specializzato per allenarsi in sicurezza.

Lavorare, quando possibile, con un fisioterapista specializzato in Parkinson può fare una grande differenza nella costruzione di un programma su misura. È utile anche informarsi sull’esistenza di corsi pensati specificamente per persone con Parkinson, spesso condotti da istruttori che conoscono bene le sfide legate alla malattia. Alcuni suggerimenti generali: scegliere un’attività che piace davvero, trovare un compagno di allenamento, variare i tipi di esercizio per non annoiarsi, programmare le sessioni come vere e proprie “appuntamenti” fissi in agenda, e monitorare i propri progressi (ad esempio con un diario o un contapassi) per restare motivati.

Le evidenze scientifiche indicano che l’esercizio è utile in qualsiasi fase della malattia, ma è consigliabile iniziare il prima possibile e mantenere la costanza nel lungo periodo, con un’intensità adeguata. I corsi specifici per il Parkinson possono aiutare a restare regolari, offrendo al tempo stesso un’importante componente sociale.

FONTI: Trinh J, de Vries NM, Chan P, Dekker MCJ, Helmich RC, Bloem BR. The role of lifestyle interventions in symptom management and disease modification in Parkinson's disease. Lancet Neurol. 2026 Jan;25(1):90-102. doi: 10.1016/S1474-4422(25)00305-9. Epub 2025 Oct 15. PMID: 41109323.

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