Dal 4 all’8 ottobre Seoul ha ospitato il Congresso Internazionale sul Parkinson e i Disturbi del Movimento (MDS), il principale appuntamento mondiale in cui clinici e ricercatori da tutto il mondo condividono i progressi più recenti nella diagnosi, nella cura e nella ricerca.
Nella sessione plenaria “Scoperte Cliniche” sono stati presentati i risultati dello studio ARISE, uno studio internazionale in fase III in doppio cieco con il farmaco solengepras verso placebo come trattamento aggiuntivo alla levodopa o ad altri farmaci per persone con il Parkinson che presentano fluttuazioni motorie. La sua azione farmacologica consiste nel sopprimere l’attività del recettore GPR6, presente nelle cellule nervose dello striato e che nel cervello delle persone con il Parkinson è iperattivo. Solengepras agisce sulla via indiretta, inibendola. Vediamo di capire: nei nuclei della base esistono due circuiti, la via diretta, che facilita il movimento desiderato, riducendo il freno esercitato sui centri che lo controllano, e la via indiretta che aumenta questo freno, aiutando a limitare i movimenti non necessari.
La dopamina mantiene l’equilibrio fra i due circuiti; nella malattia di Parkinson il circuito della via indiretta è iperattivo, e la sua iperattività inibisce il movimento, rallentandolo; solengepras è in grado di ridurre questa attività senza aumentare direttamente la dopamina e senza stimolare i recettori dopaminergici; riducendo l’iperattività dei recettori D2 dello striato il farmaco ridurrebbe anche il rischio di movimenti involontari indotti dalla dopamina.
Nello studio ARISE, che ha coinvolto 341 pazienti, coloro che hanno ricevuto il principio attivo hanno ridotto il tempo in “OFF” rispetto all’inizio del trattamento e rispetto a chi ha ricevuto il trattamento inattivo (placebo) e sono migliorate le attività della vita quotidiana; il dott. Hauser, direttore del Parkinson’s Disease and Movement Disorder Center, University of South Florida e investigatore dello studio, ha sottolineato come sia migliorata la sonnolenza diurna, inoltre i questionari sulla qualità di vita hanno mostrato un miglioramento significativo.
Gli eventi avversi sono stati modesti, il 3.5% dei pazienti, inclusi quelli del braccio placebo, hanno interrotto lo studio, il più frequente effetto collaterale segnalato è stato la cefalea (8%) seguito dall’insonnia (6,2% ) e nausea (6,2%).
Come primo farmaco della sua categoria solengepras è particolarmente interessante perché apre uno spiraglio su nuovi e diversi trattamenti per la malattia, in grado di migliorare l’”on” senza peggiorare i movimenti involontari.
Il farmaco non ha ancora avviato il suo iter registrativo negli Stati Uniti ed è pertanto ancora sperimentale, ma i dati preliminari fanno ben sperare e qualora studi più ampi li confermassero, potremmo registrare un altro passo avanti nella cura della malattia.
FONTI: MDS Keynote and Clinical Breakthroughs Wednesday, October 7, 2026
Breakthrough: Results from ARISE: A phase 3 trial of solengepras in Parkinson’s patients with motor fluctuations
Robert Hauser, USA
Chou K, Brice N, Scholl C, Charles M, Vaidya S, Dawson L, Carlton M. Solengepras (CVN424): A Novel GPR6 Inhibitor in Clinical Development as an Investigational Therapy for Parkinson’s Disease (P11-5.017). Neurology. 2025;104(7 Suppl 1):2892. doi:10.1212/WNL.0000000000210649.


