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Fattori di rischio per ictus aumentano il rischio di Parkinson

Soprattutto storia di ictus ed apnee notturne

 

Era già noto che fattori di rischio per ictus che danneggiano la circolazione del sangue nel cervello aumentano il rischio di un’altra malattia neurodegenerativa, la malattia di Alzheimer.

Ricercatori americani hanno voluto verificare se era vero lo stesso per la malattia di Parkinson

A questo scopo hanno analizzato i dati in una banca dati sanitaria americana, Medicare, relativi a più di 1 milione di persone aventi almeno 66 anni di età, prendendo in esame 14 fattori di rischio per ictus: una storia di ictus, fibrillazione atriale, patologia cronica a carico dei vasi coronarici oppure delle valvole del cuore, dei reni, dei bronchi/polmoni o delle arterie periferiche, colesterolo alto, ipertensione arteriosa, diabete, scompenso cardiaco, apnee (interruzioni del respiro) durante il sonno, fumo e abuso di alcool.  Nel corso di 5 anni, 1,5% dei soggetti hanno sviluppato la malattia di Parkinson e 7,9% la malattia di Alzheimer.

Tutti i fattori di rischio presi in considerazione erano associati ad un aumento del rischio di malattia di Alzheimer, come già noto. Dodici di essi erano associati ad un aumento del rischio di malattia di Parkinson. I due fattori non associati all’aumento del rischio erano l’abuso di alcool ed il colesterolo alto. I due fattori associati all’aumento più elevato del rischio di malattia di Parkinson erano le apnee durante il sonno (aumento del 65%) ed una storia di ictus (aumento del 55%).

Il prossimo passo consiste nel chiarire i meccanismi cellulari alla base della associazione. Attualmente si lavora in base alla ipotesi che l’ostruzione dei vasi cerebrali con riduzione dell’afflusso di sangue possa avere un impatto sulla proteina alfa-sinucleina, la proteina che si accumula nelle cellule nervose malate di Parkinson, formando i caratteristici corpi di Lewy.

Fonte: Kummer BR e coll Ann Neurol online 29 agosto 2019

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