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Disturbi comportamentali e stimolazione subtalamica nella malattia di Parkinson

Nei pazienti stimolati possono essere amplificati o scompensati disturbi psichiatrici pre-esistenti

Ventiquattro pazienti parkinsoniani sottoposti a stimolazione subtalamica con successo (riduzione della compromissione della funzione motoria pari al 69.5% e riduzione del dosaggio di levodopa del 60.5%) sono stati studiati per valutare la presenza di eventuali disturbi del comportamento. L’inserimento sociale di 9 pazienti erano buono o ottimo, mentre era lievemente o gravemente compromesso nei rimanenti 15. Gli autori concludono che il miglioramento della funzionalità motoria non è necessariamente associata ad un miglioramento della funzione psichica e della qualità di vita. Una valutazione psicologica e psichiatrica deve essere effettuata prima dell’intervento e vi è la necessità di un monitoraggio psicologico per assicurare il buon esito della procedura.

Houeto JL et al J Neurol Neurosurg Psychiatry 2002; 72: 701-707