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Consumo di caffè e rallentamento del declino cognitivo

La malattia di Alzheimer è la prima malattia neurodegenerativa al mondo ed è una patologia in costante aumento. In questo studio australiano che riportiamo qui, condotto per oltre 10 anni su 227 anziani cognitivamente normali, è stata indagata la relazione tra l'assunzione abituale di caffè e il declino cognitivo, valutato con test neuropsicologici approfonditi.

In particolare, è stata studiata la relazione tra l'assunzione abituale di caffè e l'accumulo cerebrale di beta amiloide (la proteina che si accumula nel cervello dei pazienti con demenza di Alzheimer) e il volume cerebrale.

Un maggiore consumo di caffè è associato a un declino cognitivo più lento, in particolare della funzione esecutiva misurata con i test neuropsicologici, e a una minore probabilità di transizione alla condizione di deterioramento cognitivo lieve. Non vi sono associazioni tra l'assunzione di caffè e l'atrofia cerebrale, nella sostanza bianca o nell'ippocampo (la zona del cervello più coinvolta nell'Alzheimer).
Questi risultati supporterebbero ulteriormente l'ipotesi che l'assunzione di caffè possa essere un fattore protettivo, agendo, forse, sulla neurotossicità associata allo stress ossidativo mediato dal beta amiloide e dai processi infiammatori. Saranno indispensabili ulteriori studi che confermino questo risultato, che mette ancora una volta in evidenza come la Ricerca sia orientata anche verso le abitudini alimentari.
 
 
Fonte: SL Gardener et al. Higher Coffee Consumption Is Associated With Slower Cognitive Decline and Less Cerebral Aβ-Amyloid Accumulation Over 126 Months: Data From the Australian Imaging, Biomarkers, and Lifestyle Study. Front Aging Neurosci 2021 19;13:744872.
 
 
a cura della dottoresse Serena Caronni e Maria Carmela Macchione, biologhe nutrizioniste

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