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Il giorno della diagnosi tramite campione di pelle si avvicina

pelleRisultati di uno studio americano

E’ noto che la diagnosi di malattia di Parkinson non è facile. Attualmente viene effettuata tramite un esame clinico da parte del neurologo più una tecnica per immagini (DAT Scan) che fornisce dati sulla quantità di cellule nervose dopaminergiche vitali ancora presenti nella sostanza nera del cervello. Questa tecnica non è disponibile ovunque. Inoltre, è una tecnica che espone a radiazioni per cui non può essere ripetuta a scopo di ricerca.

Ricercatori americani della Università di Iowa hanno annunciato di avere messo a punto una metodica di diagnosi basata sul prelievo di campioni di pelle e sulla misurazione degli accumuli della proteina alfa-sinucleina.

Hanno effettuato uno studio in cieco su prelievi di pelle da 50 pazienti deceduti (prelievo da cadavere) di cui 25 avevano diagnosi certa di malattia di Parkinson e 25 erano sicuramente senza la malattia. Il test si è rivelato molto attendibile: è in grado di individuare la malattia nel 96% dei casi (“sensibilità”) ed un risultato positivo è falso solo nel 4% dei casi (“specificità”). Attualmente in medicina non esistono test attendibili al 100% e vengono considerati utili quelli che hanno una sensibilità e specificità pari almeno all’80%.

La Fondazione Grigioni è impegnata in questo settore ed i suoi ricercatori hanno già messo a punto un test (vedere notizia febbraio 2020)

Fonte: Manne S e coll Movement Disorders online 22 settembre 2020

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