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Idrocarburi solventi aumentano il rischio di malattia di Parkinson

solventiconfermato studio di 11 anni fa sponsorizzato dalla Fondazione

Ricercatori californiani hanno posto un questionario sulla esposizione a 6 solventi particolari (n-esano, xilene, toluene, tetracloruro di carbonio, tricloroetilene e percloroetilene) a 99 coppie di gemelli veterani della II Guerra Mondiale, di cui uno affetto da malattia di Parkinson e l'altro no, appartenenti al registro della Accademia Nazionale delle Ricerche Americana. Successivamente hanno calcolato l'esposizione teorica ai 6 composti. Sono stati considerati esposti i soggetti che presentavano una esposizione teorica pari ad almeno 1 ora alla settimana.
E' emerso che il rischio di sviluppare il Parkinson era quasi raddoppiato (1,7 volte) dall'esposizione anche a uno solo di questi composti. In particolare l'esposizione al tricloroetilene era associato ad un rischio 6 volte maggiore, il percloroetilene ad un rischio 10,5 volte maggiore ed il tetetracloruro di carbonio ad un rischio 2,3 volte maggiore. L'intervallo medio tra l'inizio dell'esposizione e la manifestazione dei sintomi era lungo (da 10 a 40 anni).
Si tratta di composti che sono presenti in molti prodotti usata nella vita quotidiana, come la trielina, la benzina, le vernici, le colle, i lubrificanti, gli sgrassanti e prodotti per la pulizia. I ricercatori hanno identificato alcune professioni particolarmente esposte, tra cui gli elettricisti, coloro che lavano gli abiti a secco (tintoria) e meccanici

Nel 2000 era stato pubblicato un lavoro su Neurology sponsorizzato dalla Fondazione che segnalava il rischio rappresentato dagli idrocarburi.


Goldman e coll Annals Neurol online 14 novembre 2011