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Ricerca italiana mette in evidenza i benefici della dieta mediterranea

sofi.jpgI nutrizionisti mettono in guardia contro la perdita delle nostre tradizioni alimentari, che non sono solo gustose, ma costituiscono anche una protezione contro una serie di malattie, tra cui la malattia di Parkinson. Intervista con il Dr. Sofi

Dottor Sofi, Lei è un esperto di nutrizione che i lettori di www.parkinson.it non conoscono. Di dove è originario, quali studi ha fatto e quale è stato il suo percorso da ricercatore?

Sono originario della Calabria. Mi sono trasferito in Toscana per studiare medicina, ho cominciato a frequentare il Dipartimento di Area Critica Medico-Chirugica dell'Università di Firenze e poi sono rimasto a lavorare lì come medico. Sono attualmente ricercatore in scienze dell'alimentazione e conduco ricerche sulla dieta mediterranea, nella quale credo molto.


Che cosa si intende per dieta mediterranea?

Non vi è una definizione precisa. Si possono solo delineare dei tratti essenziali. Noi abbiamo considerato il consumo di una serie di componenti della dieta tradizionale ovvero frutta, verdura, legumi, carboidrati (pasta e pane, soprattutto di tipo integrale), pesce ed un consumo moderato di vino ai pasti.


Come ha avuto l'idea di valutare il collegamento tra dieta mediterranea e malattia di Parkinson?

L'idea iniziale era di raggruppare ed analizzare insieme i principali studi effettuati sulla dieta mediterranea, nel tentativo di "tirare fuori" effetti della dieta non immediatamente evidenti nei studi singoli in cui la casistica era necessariamente limitata. Durante la raccolta degli studi ci siamo imbattuti in alcune ricerche che avevano come obiettivo quello di vedere se la dieta mediterranea era in grado di contrastare le malattie neurodegenerative ed abbiamo deciso di aggiungere questo importante aspetto alla nostra analisi.


In sintesi, quali sono i risultati delle sue ricerche di interesse per i nostri lettori?

La nostra analisi, che è stata svolta su più di un milione e mezzo di soggetti seguiti per periodi variabili da 3 a 18 anni, ha messo in evidenza che una maggiore aderenza alla dieta mediterranea pari a 2 punti su una scala da 0 a 9 era associata ad:

- una riduzione della mortalità da tutte le cause del 9%

- una riduzione della mortalità dovuta ad eventi cardiovascolari del 9%

- una riduzione della comparsa o mortalità da tumori del 6%

- una riduzione della comparsa di malattia di Parkinson del 13%

- una riduzione della comparsa di malattia di Alzheimer del 13%.


È noto che la popolazione italiana è tra le più longeve del mondo. È possibile che questo sia dovuto alla dieta mediterranea?

È possibile, anche se questo non è dimostrato. Io penso che la tradizionale cucina italiana abbia contribuito al fenomeno


Il suo studio era una metanalisi di studi già pubblicati. Per cortesia, spieghi che cosa è una metanalisi in parole semplici.

La metanalisi è una tecnica semplice e nel contempo sofisticata. È semplice perché si tratta semplicemente di mettere insieme i dati di studi già svolti e di rianalizzarli con una metodica statistica precisa. È sofisticata perché bisogna stare attenti nel selezionare studi i cui dati sono abbastanza simili perchè possano essere analizzati insieme. Noi siamo partiti da 62 studi ed alla fine ne abbiamo analizzati solo 12.


Ha intenzione di proseguire le sue ricerche? Se sì, c'è qualcosa che riguarda la malattia di Parkinson o comunque le malattie neurodegenerative in generale?

Sì, noi abbiamo intenzione di continuare le ricerche sulla dieta mediterranea. Attualmente gli studi sugli effetti della dieta sulle malattie neurodegenerative e sulla malattia di Parkinson in particolare sono pochi, per cui sarebbe senz'altro di interesse approfondire questo aspetto.


C'è un messaggio che desidera dare ai nostri lettori?

Negli ultimi anni la dieta mediterranea è in declino, si nota la perdita delle abitudini tradizionali mediterranee persino qui in Italia a favore di tipi di alimentazioni alternative estere, favorite dalla diffusione di catene estere di fast-food.
Alla luce dei nostri risultati, il cambiamento delle abitudini alimentari deve essere considerato un problema di salute pubblica. Bisogna mettere in guardia la popolazione contro l'abbandono della dieta mediterranea, che contribuisce alla salute in misura maggiore di quanto pensavamo.



Commento della Dr.ssa Barichella

Responsabile del Centro di Nutrizione per la Prevenzione delle Malattie Neurodegenerative presso il Centro Parkinson ICP a Milano


La dieta mediterranea, che prevede anche l'uso dell'olio di oliva come condimento, è basata sui principi della dieta equilibrata che noi già consigliamo ai malati di Parkinson. Essa prevede infatti un elevato consumo di frutta, verdura e carboidrati (pasta e pane) e un controllato utilizzo di grassi di origine animale.

Mi fa piacere che ora ci sia una conferma scientifica che dimostri che questo regime dietetico sia protettivo nei confronti di diverse malattie comprese quelle neurodegenerative.

Seguire la dieta mediterranea non è tuttavia molto semplice, ma dovremmo motivare la popolazione, visto che si è tentato di ottenere benefici somministrando supplementi orali, contenenti singoli componenti della dieta mediterranea, quali ad esempio, le vitamine, di cui sono ricche frutta e verdura. Sfortunatamente, gli studi clinici effettuati finora, tra cui il famoso DATATOP in cui è stata somministrata vitamina E, non hanno evidenziato alcun beneficio con questi supplementi nella Malattia di Parkinson.

Pertanto, è bene impegnarsi a seguire un regime dietetico equilibrato. Inoltre, dovremmo essere motivati dal fatto che la metanalisi fatta mostra che i benefici vengono ottenuti non solo con una aderenza perfetta alla dieta (punti 9 sulla scala di aderenza da 0 a 9), ma anche solo con un aumento della aderenza di 2 punti, purchè sia mantenuto nel lungo termine, per anni. Questo significa che è possibile migliorare la propria salute attraverso piccole modifiche della propria alimentazione nella direzione giusta, purchè diventino cambiamenti definitivi che fanno parte del proprio stile di vita.


Coraggio, dunque! Quali miglioramenti potete apportare alla vostra dieta?

Su questo sito verrà pubblicato a breve un questionario che vi aiuterà a rispondere a questa domanda.