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Pandemia di malattia di Parkinson - scoperta dell'acqua calda

Neurologi lanciano un appello

Neurologi americani e olandesi hanno redatto un articolo sulla “pandemia” (= epidemia che estende rapidamente ovunque) di malattia di Parkinson ed hanno lanciato un appello affinchè si raggiunga un “PATTo” ( Prevenzione – Appello Terapia gestionale e Trattamento) per affrontare un problema che sta crescendo in maniera esponenziale. Nonostante non sia una malattia infettiva, il numero dei malati di Parkinson sta aumentando in maniera importante in tutti i paesi del mondo, ma soprattutto in quelli industrializzati. Quando la malattia fu riconosciuta per la prima volta dal Dr. James Parkinson nel 19° secolo la malattia era rara, ora è una malattia comune. Si stima che nel mondo vi erano 2,6 milioni di pazienti parkinsoniani nel 1990, quasi triplicati nel 2015 (6,3 milioni) e si prevede che il numero quasi triplicherà di nuovo entro il 2040 con 17,5 milioni di pazienti parkinsoniani.
I neurologi indicano come motivi principali l’aumento della sopravvivenza media sia della popolazione generale che dei pazienti parkinsoniani stessi, nonché l’aumento alla esposizione a fattori ambientali predisponenti, quali pesticidi, metalli pesanti, idrocarburi solventi ed altri fattori ancora da scoprire – motivo per aumentare i fondi per la ricerca sulla malattia, che non si può debellare se non se ne conoscono le cause. (Noi stiamo dicendo questo da una decina d'anni, speriamo che anche altri si uniscano al coro che vuole svegliare le autorità sanitarie di tutto il mondo-GP)

 

Fonte: Dorsey ER et al J Parkinson’s disease 8 (2018) S2-S8

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