Menu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Informazioni sulla Privacy

INFORMATIVA RESA AI SENSI DELL’ART.13, D.LGS. 196/2003
CODICE IN MATERIA DI PROTEZIONE DI DATI PERSONALI


PREMESSE

In questa pagina vengono descritte le modalità di gestione del sito in riferimento al trattamento dei dati personali degli utenti che lo consultano.
Si tratta di un’informativa che è resa (sul modello di quella adottata dall’Autorità Garante per la protezione dei dati personali) anche ai sensi dell'art. 13 del d.lgs. n. 196/2003 - Codice in materia di protezione dei dati personali a coloro che interagiscono con i servizi web della Fondazione Grigioni per il Morbo di Parkinson, accessibili per via telematica a partire dall’indirizzo:

http://www.parkinson.it

corrispondente alla pagina iniziale del sito della Fondazione Grigioni per il Morbo di Parkinson.
L’informativa è resa solo per il sito della Fondazione Grigioni per il Morbo di Parkinson e non anche per altri siti web eventualmente consultati dall’utente tramite link.

IL "TITOLARE" ED IL "RESPONSABILE" DEL TRATTAMENTO

A seguito della consultazione di questo sito possono essere trattati dati relativi a persone identificate o identificabili.
Il "Titolare" del loro trattamento è la Fondazione Grigioni per il Morbo di Parkinson, che ha sede in Milano (Italia), via Zuretti n.35, 20125.
Il "Responsabile" del Trattamento è la Signora Ileana Sconfietti, c/o Fondazione Grigioni per il Morbo di Parkinson, via Zuretti n.35, 20125 – Milano.
L'elenco aggiornato dei Responsabili è disponibile presso la sede del Titolare.

LUOGO DI TRATTAMENTO DEI DATI

I trattamenti connessi ai servizi web di questo sito saranno effettuati direttamente dall’organizzazione del Titolare presso la propria sede, mediante l’ausilio dei propri Incaricati e Responsabili del trattamento, ovvero per il tramite di soggetti terzi (ad es. imprese e/o società di servizi informatici, imbustamento e postalizzazione), all’uopo nominati Responsabili del trattamento, in conformità con quanto previsto all’art. 29, Codice in materia di protezione dei dati personali, ciascuno esclusivamente per le attività di propria competenza svolte, per conto del Titolare.
Nessun dato derivante dal servizio web viene comunicato e/o diffuso.

TIPI DI DATI TRATTATI E FINALITA' DEL TRATTAMENTO

Dati di navigazione

I sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento di questo sito web acquisiscono, nel corso del loro normale esercizio, alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell’uso dei protocolli di comunicazione di Internet.
Si tratta di informazioni che non sono raccolte per essere associate a interessati identificati, ma che per loro stessa natura potrebbero, attraverso elaborazioni ed associazioni con dati detenuti da terzi, permettere di identificare gli utenti.
In questa categoria di dati rientrano: gli indirizzi IP o i nomi a dominio dei computer utilizzati dagli utenti che si connettono al sito, gli indirizzi in notazione URI (Uniform Resource Identifier) delle risorse richieste, l’orario della richiesta, il metodo utilizzato nel sottoporre la richiesta al server, la dimensione del file ottenuto in risposta, il codice numerico indicante lo stato della risposta data dal server (buon fine, errore, ecc.) ed altri parametri relativi al sistema operativo e all’ambiente informatico dell’utente.
Questi dati vengono utilizzati al solo fine di ricavare informazioni statistiche anonime sull’uso del sito e per controllarne il corretto funzionamento, e vengono cancellati immediatamente dopo l’elaborazione. I dati potrebbero essere utilizzati per l’accertamento di responsabilità in caso di ipotetici reati informatici ai danni del sito; salva questa eventualità, allo stato i dati sui contatti web non persistono per più di 24 mesi.

Dati forniti volontariamente dall’utente

L’invio facoltativo, esplicito e volontario di posta elettronica agli indirizzi indicati su questo sito comporta la successiva acquisizione dell’indirizzo del mittente, necessario per rispondere alle richieste, nonché degli eventuali altri dati personali inseriti nella missiva. Si precisa che il trattamento riguarderà esclusivamente dati comuni e non riguarderà in alcun modo i dati personali sensibili (art. 4, comma 1, lett. d, Codice in Materia di Protezione dei Dati Personali ) e giudiziari (art. 4, comma 1, lett. e, Codice in Materia di Protezione dei Dati Personali ).
Specifiche informative di sintesi verranno progressivamente riportate o visualizzate nelle pagine del sito predisposte per particolari servizi a richiesta.
I dati personali raccolti saranno trattati, in ogni caso, esclusivamente nel perseguimento delle attività della Fondazione Grigioni per il Morbo di Parkinson statutariamente previste e cioè: diffondere la conoscenza sulla cura della malattia di Parkinson, comunicare i risultati di attività di studio e di ricerca, promuovere la raccolta di fondi da destinare alla ricerca sulla malattia di Parkinson. In particolare il trattamento e la raccolta dei dati personali ricevuti potrà essere così finalizzato per rispondere ad ogni richiesta inviata agli indirizzi indicati su questo sito e per ogni servizio gratuito reso da questo stesso sito web e richiesto dall’utente: newsletter, forum, donazione on line, invio di notiziari, CD rom o altro materiale della Fondazione Grigioni per il Morbo di Parkinson e materiale informativo predisposto e/o selezionato dalla Fondazione Grigioni per il Morbo di Parkinson in relazione alle proprie attività o ad attività alle stesse collegate, anche realizzate da soggetti terzi (ad es. pubblicazioni) che perseguono finalità analoghe, simili o connesse, relativamente alla patologia del Malattia di Parkinson e che hanno, a tali fini, un rapporto di collaborazione con il Titolare.
Il trattamento riguarderà unicamente dati comuni: la presenza di eventuali dati, qualificabili come sensibili o giudiziari, comporterà la immediata distruzione del relativo messaggio.

COOKIES

Nessun dato personale degli utenti viene in proposito acquisito dal sito.
Non viene fatto uso di cookies per la trasmissione di informazioni di carattere personale.
L’uso di c.d. cookies di sessione (che non vengono memorizzati in modo persistente sul computer dell’utente e svaniscono con la chiusura del browser) è strettamente limitato alla trasmissione di identificativi di sessione (costituiti da numeri casuali generati dal server) necessari per consentire l’esplorazione sicura ed efficiente del sito.
I c.d. cookies di sessione utilizzati in questo sito evitano il ricorso ad altre tecniche informatiche potenzialmente pregiudizievoli per la riservatezza della navigazione degli utenti e non consentono l’acquisizione di dati personali identificativi dell’utente.

FACOLTATIVITA’ DEL CONFERIMENTO DEI DATI

A parte quanto specificato per i dati di navigazione, l’utente è libero di fornire i dati personali riportati nei moduli di richiesta alla Fondazione Gigioni per il Morbo di Parkinson o comunque indicati in contatti per sollecitare l’invio di materiale informativo o in altre comunicazioni.
Il loro mancato conferimento può comportare l’impossibilità di ottenere quanto richiesto.

MODALITA’ DEL TRATTAMENTO

Il trattamento dei dati si svolgerà in conformità con quanto previsto all’art. 11 del Codice in materia di protezione dei dati personali e sarà effettuato sia manualmente che con l’ausilio di mezzi informatici e telematici. I dati potranno essere conservati sia in archivi cartacei, sia in archivi elettronici, al fine di consentirne, laddove necessario, l’individuazione e la selezione in forma aggregata per il tempo non eccedente la necessità e la durata del trattamento.
In ogni caso il trattamento dei dati avverrà con logiche strettamente correlate alle finalità indicate e con modalità che garantiscano la sicurezza e la riservatezza dei dati medesimi, attraverso l’adozione delle misure minime di sicurezza atte ad impedire l’alterazione, la cancellazione, la distruzione, l’accesso non autorizzato o il trattamento non consentito o non conforme alle finalità della raccolta, in conformità con quanto disposto dal Codice in materia di protezione dei dati personali e dal relativo disciplinare tecnico (Allegato B).
L’eventuale trasmissione dei dati tramite posta elettronica non garantisce livelli di sicurezza che consentano una corretta acquisizione dei dati personali trasmessi dall’utente. Pertanto l’utente dovrà verificare la correttezza dei propri dati personali ed, eventualmente, procedere alla rettifica, aggiornamento o, comunque, modifica dei dati nel corso del trattamento. L’utente dovrà altresì adottare ogni più opportuna misura di sicurezza al fine di impedire ogni pericolo di intercettazione, perdita, alterazione o distruzione dei messaggi di posta elettronica.

DIRITTI DEGLI INTERESSATI

I soggetti ai quali si riferiscono i dati personali hanno il diritto in qualunque momento di ottenere la conferma dell’esistenza o meno dei medesimi dati e di conoscerne il contenuto e l’origine, verificarne l’esattezza o chiederne l’integrazione o l’aggiornamento, oppure la rettificazione (art. 7 Codice in materia di protezione dei dati personali ).
Ai sensi del medesimo articolo si ha il diritto di chiedere la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, nonché di opporsi in ogni caso, per motivi legittimi, al loro trattamento.
Le richieste potranno essere inoltrate al Titolare del trattamento presso la propria sede, in Milano - Via Zuretti n.35 - 20125 - Tel. 02 66710423 - Fax 02 6705283.

Italian English French German Spanish

Pramipexolo: non solo anti-Parkinson, ma anche antidepressivo?

Prof. Barone

Intervista a Prof. Paolo Barone, Direttore del Centro Parkinson presso il Dipartimento di Scienze Neurologiche, Università di Napoli Federico II



JSH: È stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Lancet Neurology uno studio sul pramipexolo nei pazienti parkinsoniani affetti da depressione, di cui Lei è il primo autore. Immagino che la diagnosi di una malattia cronica e progressiva senza alcuna prospettiva di guarigione possa deprimere i pazienti, ma il problema è veramente importante? Non ci sono tanti buoni antidepressivi a disposizione se c'è davvero bisogno di una terapia?

Barone: Il problema è rilevante. A seconda delle casistiche, dal 10 al 17% dei pazienti sviluppa episodi di depressione maggiore e fino al 40% dei pazienti presenta sintomi depressivi importanti che compromettono gravemente la loro qualità di vita e per questo vanno trattati. I principali farmaci di cui disponiamo sono gli SSRI (farmaci che bloccano la ricaptazione del neurotrasmettitore serotonina, aumentandone i livelli) ed i farmaci triciclici. Pochi studi sono stati effettuati sulla loro efficacia e sicurezza nei pazienti parkinsoniani. Tra i pochi studi disponibili, uno suggerisce che gli SSRI siano meno efficaci dei farmaci triciclici, presumibilmente perché la depressione nel paziente parkinsoniano è dovuto più alla carenza di dopamina che alla carenza di serotonina. Questo ci indurrebbe a preferire i triciclici, ma, ahimè, essi hanno pesanti effetti collaterali soprattutto nel Parkinson. Pertanto, una terapia antidepressiva ideale per il malato di Parkinson non c'è.


JSH: Come è nata l'idea di effettuare uno studio per vedere se il pramipexolo, noto come dopamino agonista che controlla i sintomi motori della malattia di Parkinson, migliora anche la depressione?

Barone: Ho avuto io l'idea, perché vi sono studi in modelli animali che suggeriscono che abbia proprietà antidepressive. Inoltre, pramipexolo è un dopamino agonista con un profilo peculiare caratterizzato da una maggiore affinità per i recettori dopaminergici di tipo 3 che per quelli di tipo 2 o 4. Ci sono già psichiatri che sfruttano questo profilo utilizzando il farmaco in forme di depressione maggiore che non rispondono ad altre terapie. Inizialmente il pramipexolo era stato sintetizzato con lo scopo di mettere a punto un antidepressivo. Poi, in modelli animali, i ricercatori hanno visto che avrebbe potuto funzionare nella malattia di Parkinson e l'azienda che ne deteneva il brevetto ha preferito svilupparlo per questa malattia.

JSH: In quale tipo di pazienti è stato condotto lo studio?

Barone: Lo studio è stato condotto in pazienti parkinsoniani in cui la funzione motoria era già stata ottimizzata tramite opportune modifiche della terapia dopaminergica, che non avevano fluttuazioni motorie e che presentavano depressione clinicamente importante documentata dai punteggi sulla Scala per la valutazione della depressione in Geriatria (GDS) e della parte dedicata alla depressione della scala UPDRS per la valutazione del Parkinson.

JSH: Quindi lo studio è stato effettuato su un gruppo selezionato di pazienti. I risultati valgono per tutti i pazienti parkinsoniani o solo per quelli che hanno le caratteristiche che Lei ha descritto?

Barone: Il neurologo dovrebbe sempre ottimizzare la terapia dopaminergica con lo scopo di migliorare la funzione motoria il più possibile prima di decidere di iniziare una terapia antidepressiva. È possibile che la depressione sia una reazione alle scarse capacità motorie, nel quale caso si risolve quando il paziente riprende a muoversi in maniera soddisfacente. Bisogna trattare la depressione solo se il paziente rimane depresso in maniera importante nonostante una terapia dopaminergica ottimale ovvero essere nelle condizioni dei pazienti inseriti nello studio.

JSH: Guardando i risultati vedo che il miglioramento sulla scala BDI per la misurazione della gravità della depressione è stata di -5.9 con pramipexolo e di -4.0 con il placebo (una sostanza inerte). Mi sembra che la differenza sia modesta. Ha importanza clinica o no?

Barone: Come Lei sa, ci sono molte malattie che rispondono in maniera notevole al placebo ovvero ad una sostanza inerte, quando i pazienti, come in questo studio, sono in cieco ovvero non sanno se stanno prendendo un farmaco attivo oppure no. La mente è potente ed il convincimento di ricevere una buona terapia già porta sulla via del miglioramento, persino quando si tratta di parametri apparentemente obiettivi come la pressione arteriosa. Esistono numerosi studi in letteratura che dimostrano che sia la depressione che la malattia di Parkinson rispondono molto bene al placebo. Ecco perché si è avuto un miglioramento in tutti e e due i gruppi di trattamento (pramipexolo e placebo). In ogni modo il miglioramento del punteggio della scala della depressione corrispondeva al miglioramento della scala della qualità di vita, suggerendo un effetto farmacologico che ha anche una rilevanza clinica.

JSH: Nonostante il fatto che i pazienti fossero selezionati tra coloro che avevano una funzione motoria stabile, l'aggiunta del pramipexolo ha determinato un aumento medio significativo dei punteggi relativi alla capacità di svolgere le attività quotidiane e alla funzione motoria sulla scala UPDRS per la valutazione del Parkinson. Non è verosimile che il miglioramento della depressione fosse una reazione al miglioramento della funzione motoria?

Barone: Ci abbiamo pensato, anche se, a dire il vero, il miglioramento medio della funzione motoria sulla scala UPDRS era pari a 2 e quindi molto modesta. Gli statistici hanno effettuato una complicata analisi statistica per vedere se c'era una correlazione tra il miglioramento della funzione motoria ed il miglioramento della depressione ed hanno stabilito che il nesso NON c'era, suggerendo che il pramipexolo esercita un effetto antidepressivo a prescindere dal miglioramento dei sintomi motori.

JSH: Allora possiamo concludere che pramipexolo funziona veramente come antidepressivo. Professore, intende continuare questo filone di ricerca?

Barone: Assieme ai miei collaboratori, svolgo ricerche nel campo di disturbi non motori della malattia di Parkinson da molto tempo e continuo per questa strada. Per esempio, adesso abbiamo in corso lo studio ACCORDO, che ha come scopo valutare gli effetti della rasagilina sulla depressione e sui disturbi cognitivi nel Parkinson. I risultati dovrebbero essere disponibili all'inizio dell'anno 2012. Quest'anno abbiamo avuto il riconoscimento ufficiale di centro abilitato a condurre ricerche sponsorizzate dalla Fondazione Fox e saremo coinvolti in studi con lo scopo di trovare terapie che rallentino la progressione della malattia di Parkinson. Finora solo 18 centri in tutto il mondo hanno questo riconoscimento e attualmente siamo l'unico centro italiano.

JSH: Per concludere, quali sono le conseguenze dello studio con il pramipexolo nei parkinsoniani depressi per la gestione della malattia di Parkinson? Che cosa consiglia ai clinici?

Barone: Come ha già detto prima, la cosa più importante è ottimizzare la terapia dopaminergica. Questo permetterà non solo di migliorare la funzione motoria, ma può anche risolvere la sintomatologia depressiva, sia per la riduzione della gravità di una causa di depressione ovvero la disabilità sia perché la correzione della mancanza di dopamina può influire direttamente sulla depressione nel malato di Parkinson. In molti casi il neurologo potrà introdurre un dopamino agonista come componente della terapia dopaminergica. Sceglierà tra quelli disponibili con un buon profilo di sicurezza il composto che più si adatta al singolo malato, tenendo presente che attualmente pramipexolo è l'unico dopamino agonista con proprietà antidepressive documentate. Solo quando la terapia dopaminergica è ottimale e permangono sintomi depressivi importanti che compromettono la qualità di vita del paziente, prenderà in considerazione una terapia farmacologica specifica per la depressione.

JSH: Grazie professore per il tempo che ci ha dedicato. Ci terremo in contatto per sentire come progrediscono gli altri studi ancora in corso e, per cortesia, mi avverta se c'è qualche sviluppo di interesse per i pazienti!