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Infiammazione dell'intestino è fattore di rischio per il Parkinson

cervelloxIn linea con teoria dell'origine dal microbioma

 

Una equipe di ricercatori danesi hanno consultato il Registro Nazionale dei Pazienti Danese per valutare se i soggetti con diagnosi di patologia infiammatoria dell’intestino sviluppano con maggiore frequenza la malattia di Parkinson oppure l’atrofia multisistemica (MSA).
Hanno identificato 76,477 soggetti con diagnosi di patologia intestinale infiammatoria nel periodo 1977-2014 e li hanno confrontati con soggetti di pari sesso ed età appartenenti alla popolazione generale (n=7.548.259).
Hanno rilevato che i soggetti con patologie infiammatorie dell’intestino presentano un aumento significativo del rischio di sviluppare la malattia di Parkinson del 22% rispetto a chi non soffre di tali patologie. L’aumento del rischio era indipendente dall’età, sesso o durata del follow-up. L’incidenza di MSA era bassa e la differenza tra i due gruppi non è stata significativa, ma vi era comunque un trend verso una maggiore incidenza nei pazienti con patologie dell’intestino (+41%). Per quanto riguarda le varie patologie infiammatorie,l ’aumento del rischio di parkinsonismo era significativamente più elevato nei soggetti affetti da colite ulcerosa (+35%), mentre non lo era nei soggetti con morbo di Crohn (+12%).
Questi risultati sono in linea con la teoria che una prevalenza di flora batterica intestinale (microbioma) che promuovono infiammazione rappresenti una causa della malattia di Parkinson.

Fonte: Villumsen e coll online Gut online 1 June 2018

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