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La fisiochinesiterapia

Nella parte precedente di questo manuale sono stati esposti gli aspetti relativi al trattamento farmacologico della malattia di Parkinson e all’atteggiamento da tenere nei riguardi della dieta; tratteremo qui una strategia differente, ma altrettanto consigliabile, quale è l’esecuzione di un corretto programma di esercizio motorio che rientra nell’ambito della fisiochinesiterapia. Le domande che più frequentemente ci sentiamo rivolgere, come operatori della riabilitazione, sono: “serve la fisioterapia nella malattia di Parkinson?” oppure “è necessaria?” e ancora “va fatta sempre?”, “quando va iniziata?”. Giusti quesiti e la risposta più significativa ce la forniscono i pazienti stessi che hanno “provato”: funziona. La fisiochinesiterapia non vuole essere un intervento miracolistico in grado di risolvere o anche solo rallentare il decorso della malattia: semplicemente si affianca alla terapia farmacologica sin dall’inizio con lo scopo di contrastare alcuni dei sintomi della malattia e di prevenire i danni secondari conseguenti alla patologia.

 

Quali sintomi possono essere corretti dalla fisiochinesiterapia?

Se, brevemente, definiamo la malattia come una sregolazione del movimento, la riabilitazione diventa un costante e sistematico “riallenamento” al movimento, con il quale cerchiamo di contrastare la lentezza, la scarsa fluidità e la mancanza di coordinazione del movimento utilizzando la ripetizione di diversi esercizi ben finalizzati.  La rigidità e il rallentamento motorio comportano modificazioni della postura (atteggiamento in stazione eretta), della deambulazione e dell’equilibrio in generale, con ripercussioni anche a livello della colonna vertebrale e delle singole articolazioni che si “fissano” in posizioni viziate. L’esercizio mira a correggere questi atteggiamenti e a prevenire l’insorgere di patologie dolorose a carico dei vari segmenti ossei. È invece possibile fare poco per contrastare il tremore anche se un certo beneficio potrebbe conseguire al miglioramento della performance fisica, per cui il paziente acquista maggior sicurezza nel movimento con un conseguente miglioramento del tono dell’umore e una riduzione dell’ansia. Il risultato più eclatante riferito dai pazienti che hanno eseguito con costanza un programma di fisiochinesiterapia è quello di aver ottenuto un aumento del grado di autonomia nelle attività della vita quotidiana ed è quello, in ultima analisi, che ci sentiamo di garantire. Gli esercizi che proponiamo qui di seguito sono una breve sintesi di un più ampio programma riabilitativo, strutturata in modo tale da permetterne l’esecuzione al proprio domicilio. Abbiamo diviso gli esercizi in quattro gruppi a seconda delle finalità prefissate:

1. Esercizi di allungamento e di mobilizzazione
Finalità: prevenzione delle retrazioni muscolotendinee a carico delle singole articolazioni e dell’insorgere di patologie dolorose ossee, correzione degli atteggiamenti posturali viziati.

2. Esercizi funzionali
Finalità: miglioramento della capacità di cambiare posizione (sdraiata, seduta, in piedi) e di compiere gesti della vita quotidiana (ad esempio girarsi nel letto).

3. Esercizi di equilibrio
Finalità: miglioramento dell’equilibrio.

4. Esercizi di coordinazione
Finalità: miglioramento della fluidità e della precisione del movimento.

A seconda del grado di autonomia conservata, il paziente sceglierà il livello di difficoltà degli esercizi:

Esercizi di livello 1:
il paziente che può utilizzare gli esercizi di questo livello è autonomo in tutte le attività della vita quotidiana.

Esercizi di livello 2:
utilizza gli esercizi di questo livello il paziente parzialmente autonomo, che necessita di un piccolo aiuto nelle attività della vita quotidiana, ma che ha conservato la capacità di alzarsi e sedersi da una sedia in sicurezza e di mantenere l’equilibrio con minimo appoggio.

Gli esercizi vanno eseguiti con regolarità, possibilmente ogni giorno, nel momento di maggior rendimento fisico che può variare per ogni singola persona.

 

Esempi di esercizi di livello 1

Esercizi in posizione sdraiata a terra
 

1.   Posizione di partenza.
A pancia in su con le braccia lungo i fianchi, le ginocchia piegate e i piedi appoggiati a terra.
    Posizione di arrivo.
Portare un ginocchio al petto aiutandosi con le mani e distendere l’altra gamba; mantenere la posizione contando fino a 20 e ritornare in posizione di partenza.
Ripetere tre volte per gamba.
       
2.   Dalla posizione in ginocchio seduto sui talloni.
Allungarsi il più possibile con le braccia e la schiena senza alzare il sedere.
Mantenere la posizione contando fino a venti. Rilasciare.
Ripetere tre volte.
       
3.   Seduti, gamba destra piegata e gamba sinistra allungata.
Piegare la schiena il più possibile allungandosi in direzione del piede sinistro fino a sentir tirare sotto la coscia sinistra. Mantenere la posizione contando fino a venti e rilasciare.
Ripetere tre volte per gamba.
       

Esercizi di coordinazione
 

1.   Posizione di partenza.
Sdraiato a pancia in su con le gambe e le braccia distese.
       
2.   Toccare con la mano destra il ginocchio della gamba sinistra che si piega.
       
3.   Ritornare alla posizione di partenza.
       
4.   Toccare con la mano sinistra il ginocchio della gamba destra che si piega.
Ripetere dieci volte.
È possibile aumentare la difficoltà dell’esercizio accelerando il ritmo.
       

 

Esercizi in posizione seduta su una sedia senza braccioli

Esercizi di coordinazione
 

1.   Posizione di partenza.
Seduto comodo sulla sedia, gambe piegate con i piedi sotto la sedia, le mani alle spalle.
       
2.   Contemporaneamente allungare le gambe in avanti e allargare le braccia in fuori.
       
3.   Ritornare alla posizione di partenza.
Ripetere dieci volte.
È possibile aumentare la difficoltà dell’esercizio aumentando la velocità di esecuzione.
       

 

Esercizi in piedi

Esercizi di allungamento e di mobilizzazione
 

1.   Posizione di partenza.
In piedi con le braccia piegate e le mani alle spalle.
       
2.   Posizione di arrivo.
Stendere i gomiti e allargare le braccia in fuori allontanandole il più possibile; tirar su le mani e allargare le dita.
Mantenere la posizione contando fino a dieci e tornare alla posizione di partenza.
Ripetere tre volte.
       

 

Consigli per affrontare al meglio le attività di tutti i giorni

I malati di Parkinson possono incontrare difficoltà nel compiere le attività di tutti i giorni. Questi consigli possono aiutare il paziente a superare alcuni di questi problemi:

 

Tremore

A volte il tremore può interferire con i movimenti delle mani; per meglio dominarlo tenete i gomiti contro i fianchi e quindi fate quel che dovete il più in fretta possibile.

 

Vestirsi

 Il vestirsi e lo svestirsi possono essere molto faticosi e lunghi. Fate in modo di avere il tempo necessario per vestirvi così da non accaldarvi e aver bisogno di chiamare un familiare.

  • usate vestiti larghi e comodi;
  • indossate e togliete i vestiti dal lato del corpo più rigido;
  • se avete problemi di equilibrio sedetevi sul letto o su una sedia;
  • usate chiusure elastiche o il velcro al posto dei bottoni e delle cerniere lampo;
  • usate golf chiusi senza bottoni;
  • scegliete abiti che si allaccino sul davanti;
  • usate mocassini o stringhe elastiche;
  • fate uso di un calzascarpe con il manico lungo;
  • chiedete a un familiare di dare l’ultima sistemata al vostro abbigliamento.

 

Bagno

Il bagno è normalmente il posto più pericoloso per le persone che hanno disturbi di equilibrio, deambulazione e tremore. Molti bagni sono piccoli, hanno il pavimento di piastrelle e la vasca porcellanata. Quando queste superfici sono umide sono estremamente scivolose. Alcune misure preventive per evitare gli incidenti possono essere:

  • mettere un tappetino ruvido sul fondo della vasca o della doccia;
  • togliere le porte a vetro dalla vasca;
  • usare un sedile da vasca;
  • usare una doccia col tubo lungo e flessibile che possa arrivare fino a voi quando siete seduti;
  • attaccare il sapone ad una cordicella che vi permetta di prenderlo facilmente;
  • non attaccarsi agli appendiasciugamano perché non sono solidi;
  • utilizzare delle maniglie fissate nel muro se avete bisogno di una presa di sicurezza.

Inoltre un sedile del water rialzato può facilitarvi ad alzarvi e dei braccioli attaccati al water possono servire a darvi la spinta per alzarvi.

 

Scendere dal letto

I pazienti spesso hanno difficoltà a scendere dal letto la mattina a causa della rigidità. Quando volete alzarvi mettetevi sul fianco ben vicini al bordo del letto, fate cadere le gambe giù dal letto e contemporaneamente spingete con le mani sul letto per riuscire ad alzarvi.

 

Camminare

La tipica posizione di flessione in avanti del busto dei pazienti con Parkinson facilita la tendenza a camminare sulla punta dei piedi con i calcagni sollevati. Questa andatura spesso diventa più veloce e con passi più brevi dopo un po’ che si cammina.
Quando ciò accade:

  • smettete di camminare;
  • siate sicuri che i vostri piedi siano distanziati tra loro di circa 25 cm;
  • correggete la posizione del corpo il più possibile;
  • concentratevi per fare passi ben lunghi;
  • sollevate bene i piedi da terra come per marciare;
  • appoggiate per primo il calcagno, quindi tutto il piede e da ultimo la punta del piede;
  • fate oscillare in avanti il braccio opposto alla gamba che sta facendo il passo; ciò migliora il ritmo della marcia ed il vostro portamento.

Il bastone non sempre è utile; infatti alcuni pazienti si trovano impacciati non riuscendo ad utilizzarlo correttamente.
Inoltre il bastone può favorire una posizione scorretta.

 

 

guida parkinson Le informazioni qui riportate sono tratte da alcune pagine della Guida alla malattia di Parkinson, un vero e proprio vademecum per tutti gli ammalati di Parkinson e per i loro familiari.
La Guida Rossa ristampa 2014 è disponibile ai soci AIP. Per maggiori informazioni, consultare il sito www.parkinson.it