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Trattamento del parkinsonismo grave con le cellule staminali

Conferenza Stampa a Milano - 11 aprile 2012, Giornata Mondiale del Parkinson

Il Prof. G. Pezzoli, Presidente della Fondazione Grigioni che sponsorizza lo studio con le cellule staminali in una grave forma di parkinsonismo, nonchè Direttore del Centro Parkinson ICP a Milano dove vengono reclutati i pazienti, ha esordito spiegando che la ricerca sul parkinsonismo ha ricadute non solo per la gestione della malattia di Parkinson e dei parkinsonismi, ma anche per le malattie neurodegenerative in generale, tra cui la malattia di Alzheimer.  Infatti, osservando il decorso delle varie malattie neurodegenerative si nota che hanno molte caratteristiche in comune: i malati di Parkinson con il tempo possono anche sviluppare demenza, mentre i malati di Alzheimer con il tempo possono sviluppare problemi motori.

 

Ha poi ricordato come siano caduti dogmi della neurologia, quali il dogma che nasciamo con un numero fisso di cellule nervose che non possono essere rigenerate: oggi sappiamo per certo che tutti i tessuti, tessuto nervoso compreso, contengono cellule staminali adulte che sono in grado di trasformarsi e riparare piccole lesioni naturalmente. Questo comportamento, che è stato osservato nell'area limbica e olfattiva, permette di considerare non impossibile soddisfare il desiderio di tutti i pazienti ovvero guarire e non dover prendere una terapia sostitutiva tutta la vita. Il Prof. Pezzoli è convinto che in un futuro non lontano si potranno dare istruzioni alle staminali in modo che si comportino esattamente come desideriamo. Nel frattempo, nello studio in corso vengono somministrate cellule staminali raccolte dal midollo osseo, che possono secernere fattori di crescita che aiutano cellule nervose in difficoltà a sopravvivere e quindi rallentare la progressione della malattia.

 

La Dr.ssa M. Canesi, medico neurologo presso il Centro Parkinson, ICP a Milano, ha presentato il disegno dello studio sponsorizzato dalla Fondazione Grigioni in pazienti affetti da una forma grave di parkinsonismo detta Paralisi Supranucleare progressiva (PSP) che porta a grave disabilità ed alla morte entro 10 anni. Lo studio prevede la randomizzazione dei pazienti, ovvero la loro assegnazione casuale a due distinte procedure di trattamento:

- da un lato, si prevede il trattamento a base di cellule staminali subito  ed una simulazione della procedura dopo 6 mesi,

- dall'altro, si prevede la simulazione subito ed il trattamento dopo 6 mesi. 

 

Il trattamento a base di cellule staminali consiste nel prelievo di un campione di midollo osseo, l'identificazione e la coltivazione delle cellule staminali mesenchimali in laboratorio presso la Cell Factory del Policlinico di Milano e poi la loro reinfusione per via intra-arteriosa fino al cervello, sempre al Policlinico di Milano.  Sono previste esami clinici e di laboratorio per la valutazione della sicurezza ed esami clinici, nonchè neuroimmagini del cervello e test neuropsicologici per la valutazione della efficacia. 

 

Prima dello studio randomizzato è prevista una fase preliminare in aperto in cui tutti i pazienti vengono trattati con le cellule staminali per valutare la sicurezza della procedura. 

 

Attualmente è in corso la fase preliminare. Sono stati trattati due pazienti che stanno bene, non sono stati osservati effetti collaterali.

 

Il Prof. I. Isaias, medico neurologo che collabora con il Centro Parkinson ICP e Professore Associato all'Università di Wurzburg (Germania), ha spiegato l'importanza della valutazione in doppio cieco e con metodi obiettivi.  

La valutazione in doppio cieco, ovvero in cui nè il paziente, nè il neurologo sanno se la procedura era vera o simulata impedisce che le valutazioni vengano influenze inconsciamente dalle proprie aspettative nei confronti della terapia. In questo caso la terapia consiste in cellule staminali che, nell'immaginario collettivo, sono molto potenti, per cui la cecità è fondamentale per controbilanciare aspettative molto elevate.

 

Importante è anche  disporre di valutazioni di natura obiettiva. Finora l'efficacia di  terapie a base di cellule staminali nel parkinson e parkinsonismi è stata valutata solo a livello clinico, utilizzando delle scale di valutazione che, per quanto riconosciute a livello internazionale, sono imprecise e soggette al giudizio clinico del neurologo.  In questo studio l'efficacia verrà valutata in maniera obiettiva in due modi:

1) mediante tecniche per neuroimmagini ovvero mediante una tecnica che mette in evidenza i recettori dopaminergici (SPECT) e un'altra che evidenza il metabolismo delle celule nervose (PET) presso il Policlinico di Milano

2)  mediante una valutazione approfondita nel Laboratorio di Analisi del Movimento. In laboratorio vengono applicati dei marcatori in tessuto rifrangente in posizioni strategiche sul paziente, la cui posizione nello spazio durante i movimenti vengono percepiti da una telecamera a raggi infrarossi. A questi dati si aggiungono:

-  le informazioni raccolte da una pedana, che registra la posizione dei piedi del paziente, nonchè la pressione che essi esercitano sulla pedana,

- informazioni sulla trasmissione degli stimoli elettrici nervosi ai muscoli  tramite elettrodi posti sulla pelle (elettromiografia).  

Un software particolare permette, tramite l'elaborazione di tutti questi dati, di ottenere una serie di informazioni su aspetti non valutabili clinicamente, come la programmazione motoria ovvero la serie di piccoli movimenti preparatori che il paziente fa prima di spostarsi, nonchè la presenza o assenza di sinergie muscolari.

 

Domande dal pubblico:

Come devono essere i pazienti per essere arruolati nello studio?  

Canesi:  La malattia deve essere in fase iniziale, in modo che la funzione motoria possa essere valutata correttamente sulla pedana del Laboratorio di Analisi del Movimento e che possano essere effettuati i test neuropsicologici, che richiedono una collaborazione per più di un'ora. La lista dei criteri è disponibile presso il sito www.clinicaltrials.gov

Dopo quanto tempo prevedete che ci possa essere un miglioramento?

Pezzoli:  Potremo valutare l'efficacia solo alla fine dello studio quando viene aperto il codice e non saremo più in cieco.

Le cellule riusciranno a superare la barriera emato-encefalica?

Pezzoli:  Come ho già detto, certi dogmi in neurologia, come la impossibilità di passare la barriera emato-encefalica che protegge il cervello da sostanze nel sangue, sono caduti. Ormai sappiamo che la barriera non è così robusta ovunque e che è possibile che cellule riescano ad attraversarla.

Questa è la prima sperimentazione con le cellule staminali nella PSP?

Pezzoli: Sì, è il primo studio a livello mondiale

Non ci sono studi simili nella malattia di Parkinson?

Pezzoli:  Sì, è stato pubblicato un lavoro nella malattia di Parkinson. Lo studio è stato effettuato in una parte del mondo, il Perù, dove non vengono rispettate le norme che regolano gli studi a livello internazionale. In quel paese opera il Dr. Brazzini che reinfonde un centrifugato di tessuto prelevato dal midollo osseo che dovrebbe contenere cellule staminali. Ho personalmente accompagnato là una paziente che ha molto insistito per ricevere il trattamento

La paziente è migliorata?

Pezzoli:  La paziente afferma di essere migliorata.

Isaias:  Tuttavia, non vi è stato alcun miglioramento obiettivo ovvero documentabile dal neurologo.

Perchè avete deciso di trattare pazienti affetti da PSP e non da malattia di Parkinson?

Pezzoli:  Perchè le autorità concedono l'autorizzazione a sperimentare in una patologia grave ed invariabilmente fatale, per la quale non vi è alcuna terapia, come la PSP, mentre è molto più difficile ottenere la stessa autorizzazione per una patologia meno grave, non fatale e per cui vi sono molte terapie (anche se solo sintomatiche) come la malattia di Parkinson.