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È improbabile che l'antidiabetico pioglitazone rallenti il Parkinson

ricerca parkinsonI risultati dello studio FS-Zone dell'Istituto NINDS

Il prestigioso Istituto NINDS (Istituto Nazionale Americano per le patologie neurologiche e l'Ictus) sta finanziando un serie di studi esplorativi con lo scopo di valutare se 12 molecole già in commercio, che hanno presentato effetti neuroprotettivi in colture cellulari ed in modelli animali di Parkinson, hanno buone probabilità di rallentare la progressione della malattia di Parkinson nei pazienti.

Uno di questi studi è lo studio FS-Zone.  In questo studio, a cui hanno partecipato 210 pazienti con malattia di Parkinson in fase iniziale, assegnati in maniera casuale ad uno di tre gruppi ovvero ad uno di due dosaggi dell'antidiabetico pioglitazone (15 mg o 45 mg al giorno)  oppure ad un placebo (preparato dall'aspetto identico inerte) per 44 settimane, l'endpoint primario era il punteggio totale sulla scale UPDRS.  Il punteggio medio è stato mediamente inferiore a quella del placebo nei gruppi trattati con pioglitazone di meno di 2 punti.  Questo risultato è stato giudicato clinicamente insignificante e NINDS ha dichiarato che è improbabile pioglitazone possa rallentare la progressione della malattia di Parkinson.  Questo è già avvenuto anche per altre tre molecole (coenzima Q10, creatina e minociclina).  Rimane da vedere come saranno i risultati con le altre 8 molecole. 

 

Fonte: NINDS Lancet Neurol 2015; 14: 795-803