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Individuato fattore ambientale che riduce il rischio di Parkinson ereditario da LRRK2

Il consumo di farmaci anti-infiammatori non steroidei (es. aspirina)

Sono anni che si afferma che la malattia di Parkinson è dovuta ad un misto di fattori ereditari ed ambientali, ma è stato difficile mettere i due fattori in connessione.   Ora un nesso è stato scoperto.

Tra i fattori genetici responsabile per malattia di Parkinson di tipo ereditario rientrano le mutazioni del gene LRRK2, che sono responsabili per circa il 4% dei casi di malattia di Parkinson ereditari e di 1% di tutti i casi di malattia di Parkinson. Le mutazioni sono di tipo dominante ovvero basta avere una delle due copie del gene (uno ereditato dal padre ed uno dalla madre) per avere la malattia, ma non tutti i portatori sviluppano la malattia, ma solo il 30% circa; i genetisti parlano di “penetranza” ovvero che il gene è attivo e causa la malattia solo in un terzo dei soggetti. La domanda è perché, e la risposta è che presumibilmente vi sono fattori nell’ambiente che inattivano il gene facendolo diventare silente.

In passato vi sono state segnalazioni che i consumatori di FANS (farmaci anti-infiammatori non steroidei) hanno un rischio inferiore di sviluppare la malattia di Parkinson (vedere notizie sul sito.)

Ricercatori americani hanno voluto valutare se i FANS fossero un fattore coinvolto nello stabilire la penetranza delle mutazioni e varianti anormali del gene LRRK2, perché la proteina codificata dal gene è coinvolta nelle vie del processo infiammatorio

A questo scopo hanno raccolto informazioni sul consumo di FANS di 577 portatori di mutazioni o varianti anomale (meno gravi) del gene LRRK2, di cui 259 erano malati di Parkinson e 318 non lo erano. Hanno definito consumatori abituali di FANS i soggetti che avevano fatto uso di almeno 2 compresse di ibuprofene e/o aspirina alla settimana per almeno 6 mesi.

Hanno stabilito che nell’ambito dell’intera casistica i consumatori regolari di FANS avevano un rischio di ammalarsi ridotto del 66%. Il rischio nei portatori di mutazioni vere e proprie era ridotto del 62%, mentre nei portatori di varianti anomale era ridotto dell’81%. Non vi erano differenze importanti a secondo del tipo di anti-infiammatorio.

Allora bisogna consumare FANS per non ammalarsi di Parkinson? Non è possibile portare avanti questa raccomandazione, perché l’uso cronico di anti-infiammatori è lesivo per il tubo gastrointestinale ed associato al rischio di sviluppo di ulcera gastroduodenale, nonché di altri importanti effetti collaterali.

Fonte: San Luciano M e coll Mov Disord online 14 luglio 2020

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