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  • INFORMATIVA RESA AI SENSI DELL’ART. 13 DEL REGOLAMENTO EUROPEO 2016/679


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Nuovo Progetto Genoma per terapie individualizzate

convegno 191130Prof. Pezzoli e Prof. Duga, Giornata del Parkinson con AIP a Milano, 2019

 

La Fondazione Grigioni ha sponsorizzato una campagna a livello nazionale per reclutare una popolazione di pazienti molto rara ovvero coppie di gemelli identici, ma discordanti per malattia, ovvero uno con malattia di Parkinson e l’altro no. Sono stati individuati oltre 70 paia di gemelli (di cui 25 identici). L’esame di questa casistica è particolarmente interessante, in quanto il patrimonio genetico di gemelli monozigoti è identico, perciò la comparsa della malattia in uno solo dei due è necessariamente dovuta a fattori ambientali da scoprire. Il progetto sta ora dando i primi frutti.

Il Prof. Duga, (Professore Ordinario di Biologia Molecolare all’Università Humanitas) ha esposto il caso di due gemelle identiche, di cui una malata con la sindrome di S. Filippo caratterizzata da demenza e sintomatologia motoria di tipo parkinsoniano e l’altra no. L’esame del loro genoma (identico) ha permesso di individuare una mutazione a carico del gene che codifica uno degli enzimi necessari per la degradazione dei mucopolisaccaridi. Con l’età questi composti si sono progressivamente accumulati nel tessuto nervoso. E’ noto che non è sufficiente avere una copia ereditata da un genitore per avere questa malattia, entrambe le copie del gene (ovvero sia quella ereditata dalla madre che quella ereditata dal padre) devono essere alterati dalla mutazione perché la malattia si manifesti. Ciò nonostante, la malattia era presente solo nella famiglia della madre delle gemelle: la nonna era malata e la madre era una portatrice sana che aveva trasmesso la mutazione ad una sola delle due copie del gene per l’enzima richiesto per la degradazione dei mucopolisaccaridi. Come mai allora una delle gemelle è malata? E come mai l’altra no? La risposta sta in un lavoro svolto per molti anni da una sola delle gemelle: cernitrice di mele, trattate con un insetticida detto rotenone. E’ stato dimostrato che questo composto è tossico per i neuroni ed aumenta il rischio di sviluppo della malattia di Parkinson. La predisposizione genetica dovuta alla presenza di una mutazione più l’esposizione a questa tossina ha determinato lo sviluppo della malattia. I mucopolisaccaridi sono un tipo di zucchero, per cui le dietologhe hanno prescritto alla paziente una terapia ricca di proteine e molto povera di zuccheri, detta “chetogenica” che dovrebbe permettere la stabilizzazione della malattia ovvero evitare un ulteriore peggioramento.

Da questo esempio nasce la proposta di un nuovo progetto: l’analisi del genoma per l’individualizzazione della terapia.

La banca del DNA sponsorizzata dalla Fondazione Grigioni contiene ben 9.000 campioni di DNA. Una volta l’analisi del genoma era estremamente costoso perché bisognava analizzare tutto il DNA. Oggi abbiamo imparato che è sufficiente esaminare l’esoma, pari a circa 1,5% di tutto il DNA, perché è la parte chiave che codifica le proteine importanti del nostro organismo e quindi costa molto meno, qualche centinaio di euro. E’ pertanto diventato realistico porre come obiettivo l’analisi di tutti i genoma contenuti nella banca, con l’obiettivo di mettere a punto terapie individualizzate.

Un possibile esempio di terapia individualizzata è la prescrizione di una terapia attualmente oggetto di sperimentazione, il mucolitico ambroxolo, ai pazienti portatori di mutazione a carico del gene GBA-1. Per ulteriori informazioni su questo aspetto, consultare la pagina sul sito a questo LINK.

Parte una campagna per la raccolta di fondi per il Nuovo Progetto Genoma. 

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Un lascito testamentario per un futuro senza Parkinson